Commemorazione del coraggioso militare ucciso nel tentativo di sventare una rapina. Presenti le autorità, gli alunni delle scuole e la famiglia. Un messaggio di sacrificio e giustizia per le nuove generazioni
di VITTORIO D’ORIA – Guardo….ma non vedo…anzi mi giro dall’altra parte.
Quante volte abbiamo “guardato” ma non abbiamo “visto” e anzi ci siamo girati dall’altra parte proprio per non vedere quello che succedeva? “Perché io mi devo immischiare in fatti che non mi riguardano anche se sto guardando una violenza verso qualcuno? E se poi aggrediscono anche me?” É umano avere questi pensieri mentre stiamo assistendo ad un evento violento. La storia ci insegna che l’indifferenza rispetto a quello che accade intorno a noi è spesso causa di grandi tragedie umane, come quelle provocate da nazifascismo, dove interi popoli non hanno voluto “vedere”.
Però, alcuni non lo fanno; alcuni “vedono” e intervengono, come il Carabiniere Luigi Miccoli il quale, trovandosi in macchina insieme alla fidanzata vicino al casello autostradale di Napoli, ed assistendo alla scena di tre banditi che stavano aggredendo il personale con l’intenzione di derubarlo, sente subito la necessità di intervenire per difenderlo.
Non credo che il suo intervento sia stato determinato dal suo status di carabiniere ma piuttosto dal suo modo di essere, dalla sua sensibilità umana (Miccoli era,infatti,”in borghese”).
Pur avendo visto che erano in tre, Miccoli esce dall’auto, impugna la pistola e spara in aria 2 colpi di avvertimento, come prescritto dalle procedure, ma il bandito non ha alcuna procedura da rispettare e spara a Miccoli colpendolo al petto; pur ferito, Miccoli, spara e colpisce a sua volta il bandito.
Soccorso prontamente non arriva vivo in ospedale. Forse avrebbe dovuto restare in macchina, chiamare ed attendere i rinforzi……forse.
In quei momenti la decisione si deve prendere in pochi secondi e la scelta tra le diverse possibilità è sicuramente determinata sì dalla valutazione oggettiva dei fatti ma anche, e forse più, dalla sensibilità umana che Miccoli ha dimostrato di possedere.
Alla commemorazione hanno partecipato gli alunni delle classi 5°A e 5°B della scuola primaria del Plesso “G. Missere”, accompagnati dalle loro maestre, perché è bene che i bambini conoscano i fatti accaduti e comprendano il valore del sacrificio e della giustizia, affinché non debbano più accadere fatti del genere. Gli alunni hanno onorato il ricordo del valoroso carabiniere cantando la canzone “sogna, ragazzo, sogna” di Roberto Vecchioni.
Presente la sorella e le nipoti di Miccoli.
Hanno presenziato alla manifestazione le delegazioni dei Carabinieri di Torre e di quelli in congedo, di quelli di Francavilla, dell’ Associazione Nazionale Carabinieri di Francavilla, dei Bersaglieri di Grottaglie, il Sindaco e l’amministrazione tutta, insieme a tanti cittadini che ricordano con affetto il nostro concittadino Luigi Cosimo Miccoli.
Vittorio D’Oria








