Taranto, controlli dei NAS: nel 2025 cento denunce e sequestri per oltre 24 milioni di euro

Il bilancio annuale delle attività evidenzia irregolarità diffuse nei settori sanitario, farmaceutico e alimentare

I Carabinieri del NAS di Taranto hanno tracciato il bilancio delle attività svolte nel corso del 2025, delineando un quadro di controlli capillari e interventi mirati a tutela della salute pubblica. Complessivamente sono state 100 le persone denunciate in stato di libertà all’Autorità giudiziaria, a fronte di 1.605 ispezioni di natura igienico-sanitaria, delle quali 477 sono risultate non conformi.

Le verifiche condotte nei settori sanitario, farmaceutico e alimentare hanno fatto emergere gravi irregolarità, portando alla contestazione di 711 sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore a 420 mila euro e alla segnalazione di 394 persone alle autorità sanitarie e amministrative competenti. I controlli hanno interessato ospedali, cliniche veterinarie, studi dentistici, ambulatori medici, laboratori di analisi, centri estetici, strutture ricettive per anziani, mense scolastiche e l’intera filiera alimentare, dalla produzione alla trasformazione, dal trasporto allo stoccaggio fino alla somministrazione di alimenti e bevande.

Particolarmente significativi i risultati delle ispezioni igienico-sanitarie eseguite presso ristoranti, bar, caseifici, macellerie, pasticcerie, panetterie, attività di street food e food truck. In questo ambito sono state sequestrate circa quattro tonnellate di alimenti non conformi, ovvero prodotti che non rispettavano le normative in materia di sicurezza chimica, fisica, biologica o di etichettatura e, pertanto, non idonei al consumo. Contestualmente è stata disposta la sospensione dell’attività per 62 strutture, per un valore economico complessivo superiore ai 23 milioni di euro.

Nel corso dell’anno sono stati inoltre sottoposti a sequestro, a causa della loro non conformità, centinaia di dispositivi medici, cosmetici, prodotti fitosanitari, medicinali, oggetti ritenuti pericolosi, giocattoli e gadget, compresi articoli destinati a ricorrenze come Carnevale e Halloween.

Le irregolarità più frequentemente riscontrate hanno riguardato la mancanza delle prescritte registrazioni per l’avvio delle attività, carenze igienico-sanitarie e strutturali, la mancata applicazione delle procedure di autocontrollo aziendale e l’inosservanza delle disposizioni relative alla tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti. Un bilancio che conferma il ruolo centrale dell’attività dei NAS nel presidio della sicurezza sanitaria e alimentare sul territorio.

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