Taranto, ballottaggio dell’8-9 giugno: il centrodestra si unisce su Tacente e sfida Bitetti, che apre al M5S

Apparentamenti ufficiali e programmi condivisi: Tacente raccoglie il sostegno del centrodestra, mentre Bitetti abbraccia i temi identitari dei 5 Stelle per un “campo largo” progressista. Di Bello si chiama fuori: «Nessun apparentamento, vigileremo da forza civica autonoma»

Il duello finale per la guida del Comune di Taranto è ormai delineato: da un lato il candidato sindaco del centrosinistra Piero Bitetti, che al primo turno ha conquistato il 37,39% dei voti, dall’altro l’avvocato Francesco Tacente, sostenuto da una coalizione civica e ora anche dal centrodestra unito. Nella corsa per il ballottaggio dell’8 e 9 giugno, i coordinatori regionali del centrodestra — Roberto Marti (Lega), Marcello Gemmato (Fratelli d’Italia), Mauro D’Attis (Forza Italia), Luigi Morgante (Noi Moderati) e Gianfranco Chiarelli (Udc) — hanno annunciato un apparentamento formale con Tacente: «Il senso di responsabilità delle nostre forze ha tracciato l’unica strada percorribile per scongiurare il rischio che Taranto finisca nelle mani di un centrosinistra ormai al centro di scandali ed eclatanti casi di cattiva gestione della cosa pubblica. Sosterremo Checco Tacente, nel segno dell’unità e della concretezza».

Un’intesa che include anche il candidato sindaco del centrodestra tradizionale, Luca Lazzaro, terzo al primo turno con il 19,40%, e che, secondo i coordinatori regionali, mira a dare a Taranto «una prospettiva vera di futuro, oltre le sterili contrapposizioni politiche». La coalizione civica di Tacente — forte del supporto della lista Prima Taranto (Lega), Udc e Riformisti-Socialisti — trova dunque nuovo slancio grazie alla convergenza di FdI, FI, Noi Moderati e Partito Liberale.

Sul fronte opposto, Piero Bitetti ha invece aperto al Movimento 5 Stelle, che al primo turno ha ottenuto un sorprendente 10,91% con la candidata sindaca Annagrazia Angolano. Dopo un confronto serrato con il senatore Mario Turco e la stessa Angolano, Bitetti ha sposato i temi identitari dei 5 Stelle: no all’AIA e al rigassificatore, contrarietà al Comparto 32 e al progetto del dissalatore così come concepito, sostegno alla decarbonizzazione e al Reddito di Cittadinanza Comunale. «Taranto ha bisogno di una guida seria, libera e competente, che dica no dove serve e costruisca soluzioni concrete» ha dichiarato Bitetti, «insieme possiamo dare alla nostra città un futuro più giusto, sano e solidale».

Mentre il M5S conferma la linea del «no alle poltrone» e dell’«opposizione costruttiva», la convergenza programmatica con Bitetti potrebbe consolidare un nuovo “campo largo” progressista in grado di sfidare il centrodestra. Un duello tra il veterano Bitetti e l’esordiente Tacente, due visioni contrapposte per la Taranto del futuro.

In questo scenario, resta fuori dai giochi di apparentamenti Mirko Di Bello, candidato sindaco al primo turno con la Coalizione Civica Adesso. In una nota ufficiale, la sua coalizione ha confermato una posizione chiara: «nessun apparentamento con alcuna delle coalizioni in campo, né con il fronte guidato da Bitetti né con quello rappresentato da Tacente». Di Bello e la sua squadra, che hanno raccolto consensi nel primo turno, puntano a mantenere una linea indipendente nel prossimo consiglio comunale, pronti a «vigilare come forza civica autonoma, a tutela dell’interesse dei cittadini e della trasparenza amministrativa».

Una sfida che si giocherà fino all’ultimo voto, con Taranto al centro di un confronto politico e programmatico che deciderà il futuro della città.

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