«Questa maggioranza rosso-gialla non è riuscita neppure ad avere i numeri su un argomento che è la bandiera del centrosinistra nazionale e regionale contro il Governo Meloni» dichiarano da FdI
Dichiarazione congiunta del gruppo regionale di Fratelli d’Italia (il capogruppo Renato Perrini e i consiglieri Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Tommaso Scatigna e Tonia Spina).
«Avviso ai naviganti, ai pugliesi e alle Regioni Emilia Romagna, Toscana, Sardegna e Campani: Michele Emiliano non ha più una maggioranza. Quindi il pasticcio sui quesiti referendari, andato in scena la scorsa settimana, è diventato un “mappazzone”: questa maggioranza rosso-gialla non è riuscita neppure ad avere i numeri su un argomento che è la bandiera del centrosinistra nazionale e regionale contro il Governo Meloni. Quindi i quattro presidenti di Regioni di centrosinistra (il dimissionario Bonaccini, Rossi, Todde e De Luca) farebbero bene a non fare più affidamento su Emiliano e Loredana Capone e a raccogliere le firme!
Ma al peggio non c’è limite perché quello che è più grave è la seconda ‘bocciatura’ del Defr, il documento di economia e finanza che andava approvato entro il 31 luglio (domani) ed è stato sollecitato dalla Corte dei Conti per rilasciare la parifica al Bilancio 2023. L’assessore Raffaele Piemontese è stato per la seconda volta sfiduciato dalla sua maggioranza senza se e senza ma. Se tutto questo fosse accaduto in un Consiglio comunale ci sarebbero state immediate dimissioni del sindaco e dell’assessore. Invece, siamo di fronte a una coalizione (centrosinistra e Movimento 5 Stelle) che per un regolamento interno di conti fa mancare i numeri su un atto, come il Defr, essenziale al funzionamento della macchina amministrativa della Regione.
Una figuraccia istituzionale e politica che è andata in scena alla presenza di un presidente, Emiliano, che non ha avuto neppure il coraggio di prendere la parola per giustificare, o sarebbe meglio dire per chiedere scusa ai pugliesi, l’indegno spettacolo offerto dalla sua maggioranza. La soluzione? Togliere subito il disturbo e andare a votare insieme alle Regioni che saranno chiamate al voto entro la fine dell’anno. Meglio staccare la spina che continuare con uno stillicidio senza precedenti.»








