L’iniziativa dell’associazione nazionale “Dalla Parte del Consumatore” propone notifiche disattivate, aree “No Phone” e più attività offline. Attivati anche un punto di ascolto e una rete di psicologhe
Disattivare le notifiche visive e sonore, rimuovere dallo smartphone le applicazioni che generano maggiore dipendenza, evitare il telefono in camera da letto e proporre ai ragazzi alternative come sport e lettura. Sono alcune delle indicazioni contenute nel nuovo vademecum contro la dipendenza da social realizzato dall’Associazione nazionale “Dalla Parte del Consumatore”.
Il documento, rivolto sia ai minori sia ai genitori, nasce con l’obiettivo di offrire uno strumento semplice e immediatamente applicabile per intervenire sulle abitudini quotidiane legate all’uso del cellulare e delle piattaforme social.
I dati sullo “scrolling compulsivo”
L’iniziativa si inserisce nel progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!”, attraverso il quale l’associazione ha condotto un monitoraggio nazionale sul rapporto tra giovani e strumenti digitali.
Secondo i dati diffusi dall’organizzazione, il 59% dei giovani italiani sarebbe coinvolto nello “scrolling compulsivo”, il 44% trascorrerebbe più di quattro ore al giorno online e il 64% proverebbe ansia quando non ha il telefono a portata di mano.
Il monitoraggio avrebbe inoltre rilevato casi di ragazzi che si svegliano durante la notte per controllare notifiche, messaggi e interazioni ricevute sui social.
Notifiche disattivate e spazi senza smartphone
Tra i suggerimenti inseriti nel vademecum figura la disattivazione completa delle notifiche, sia sonore sia visive, per ridurre il richiamo continuo dello smartphone.
Un’altra indicazione riguarda la rimozione dal cellulare delle applicazioni social considerate più problematiche, limitandone eventualmente l’utilizzo al computer. Il documento propone inoltre l’introduzione di vere e proprie aree “No Phone”, a partire dalla camera da letto, e invita i genitori a incentivare attività lontane dagli schermi.
Sport, letture tradizionali e momenti di socialità in presenza vengono indicati come possibili alternative capaci di riequilibrare il rapporto con la tecnologia.
«Un fenomeno psicologico e sociale preoccupante»
«Ci troviamo di fronte a un fenomeno preoccupante», affermano Emilio Graziuso e Massimo Bomba, rispettivamente presidente e vicepresidente nazionale dell’associazione.
«Abbiamo deciso di mettere in campo tutti gli strumenti possibili per contrastare questa nuova dipendenza. Il vademecum vuole essere una bussola per orientare le abitudini di tutti i giorni, sia dei minori sia dei genitori», spiegano.
Accanto al documento operativo, l’associazione ha costituito una rete nazionale di psicologhe, avviato un Punto di ascolto telefonico e attivato lo Sportello in farmacia, iniziative che, secondo quanto riferito, avrebbero registrato numerose richieste di aiuto e informazioni.
Due sezioni dedicate a figli e genitori
Il vademecum è stato elaborato dalla rete di professioniste dell’associazione sotto il coordinamento e la supervisione di Carmela Mazzarelli, sulla base dei risultati del monitoraggio e delle segnalazioni raccolte attraverso i servizi di ascolto.
«Contiene poche regole, ma precise e facilmente applicabili nella vita di tutti i giorni», spiegano Carmela Mazzarelli e la psicologa Monica Nicolucci.
«L’obiettivo è creare abitudini quotidiane che possano aiutare i giovani a essere meno dipendenti dal telefono cellulare e dai social. Non è difficile, basta cominciare», concludono.
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