UGL in presidio sotto la Regione Puglia: Appello per salvare la Cittadella della Carità di Taranto

Il sindacato chiede interventi urgenti per evitare la chiusura della storica struttura assistenziale e tutelare 160 lavoratori, proponendo commissariamento o integrazione nella sanità pubblica

Il 30 ottobre, la UGL Salute ha organizzato un presidio davanti alla Regione Puglia per lanciare un appello urgente al presidente regionale, chiedendo interventi concreti per garantire il futuro della Cittadella della Carità di Taranto e dei suoi 160 dipendenti. La protesta rappresenta l’ultima azione di una battaglia che il sindacato porta avanti da due anni per evitare la chiusura di questa storica struttura assistenziale.

Gianluca Giuliano, segretario nazionale di UGL Salute, Giuseppe Mesto, segretario regionale, ed Errica Telmo, segretaria provinciale, hanno espresso la necessità di «chiarezza e risposte concrete» da parte delle istituzioni. «Abbiamo consegnato a Bari oltre mille firme raccolte in poche ore durante il presidio di lunedì davanti alla Cittadella della Carità, come segno di solidarietà da parte di cittadini e pazienti che sostengono la causa dei lavoratori coinvolti», hanno dichiarato i sindacalisti.

UGL Salute ha proposto soluzioni immediate per evitare quello che potrebbe diventare un «dramma occupazionale». Tra le ipotesi avanzate ci sono il commissariamento della Cittadella o, in alternativa, l’integrazione della struttura nella sanità pubblica. Una richiesta che nasce in seguito alla risposta negativa del Vescovo di Taranto, il quale ha confermato l’impossibilità della Curia di coprire gli stipendi per mancanza di risorse.

A complicare ulteriormente la situazione è il recente trasferimento della gestione di un ramo d’azienda alla società Soave, avvenuto con il consenso della Fondazione che gestisce la Cittadella e senza violazioni normative regionali, come stabilito dalla legge regionale n. 9.

Per UGL Salute, la Regione Puglia deve assumere un ruolo decisivo per preservare non solo i posti di lavoro, ma anche la funzione della Cittadella come sede universitaria per la formazione di infermieri, fisioterapisti e tecnici di radiologia. «La politica deve sostenere la comunità. Non possiamo permettere che si perdano il valore umano e sociale rappresentato dalla Cittadella della Carità», hanno concluso i rappresentanti sindacali, sottolineando come la chiusura della struttura rappresenterebbe una perdita inaccettabile per la città di Taranto e la sua storia.

Le parole del consigliere regionale di Forza Italia, Massimiliano Di Cuia: «Ho voluto partecipare alla protesta dei lavoratori della Cittadella della Carità di Taranto, che hanno manifestato davanti alla sede della presidenza della Regione. Ho voluto esserci per testimoniare la mia vicinanza ad una vertenza che riguarda decine e decine di persone che non hanno alcuna certezza per il proprio futuro, nonostante le diverse riunioni in Commissione consiliare, richieste dal sottoscritto, e le interlocuzioni istituzionali degli ultimi mesi. Ad oggi, oltre all’assenza di prospettive a lungo termine, i dipendenti non hanno ancora ricevuto gli stipendi di aprile e settembre e l’ultima tredicesima dovuta. Il coordinatore della task force regionale per l’occupazione, Leo Caroli, ha assunto stamattina l’impegno di convocare un tavolo per iniziare ad affrontare la questione. E questo è un passaggio positivo, ma bisogna tenere alta l’attenzione. Perciò, continuerò a seguire la vertenza perché in gioco ci sono tante famiglie che vivono un momento di estrema difficoltà e preoccupazione, ma anche il futuro del servizio socio-sanitario del territorio ionico».

Le parole di Massimiliano Stellato, consigliere regionale: «Ho partecipato, stamattina a Bari, al sit-in dei sindacati e dei lavoratori sulla vertenza della Cittadella della Carità di Taranto, davanti al Palazzo della Presidenza della Regione. Con loro, ho anche preso parte al tavolo di confronto con il responsabile della Task Force regionale per l’occupazione e con i referenti del Dipartimento regionale Salute, per seguire da vicino gli snodi della vicenda a cui è appeso il destino di tante famiglie, oltre che di una storica struttura socio sanitaria del territorio jonico, nata anche dal contributo di carità dei tarantini».

Prosegue Stellato «La Regione, attraverso il coordinatore della task force che ha preso in carico la vertenza, ha assunto l’impegno di convocare un tavolo sulla questione, il prossimo 19 novembre, mettendo a confronto la proprietà e la società eventualmente subentrante per dirimere, una volta per tutte, gli aspetti legati alla voltura dell’accreditamento.
Una buona notizia, questa».

Spiega «Nel frattempo continuerò a vigilare assumendo l’impegno, una volta formalizzata la convocazione del tavolo, di ritirare la mia richiesta di audizione nelle commissioni regionali Sanità e Lavoro, sull’argomento. Serve un decisivo cambio di passo e, allo stesso tempo, vanno definiti tempi e prospettive, tutelando i servizi e i livelli occupazionali».

Conclude Stellato «Ora più che mai non bisogna abbassare la guardia. La risposta di salute dei tarantini non può prescindere da questo importante presidio sociosanitario, riferimento di assistenza e cura per l’intera provincia».

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