Taranto: Difesa in crisi, la CISL FP attacca lo Stato Maggiore Marina

La sigla sindacale denuncia carenze strutturali, mansioni bloccate e straordinari non pagati: appello a politica e istituzioni per salvaguardare occupazione e ruolo strategico della città

La situazione degli stabilimenti industriali del Ministero della Difesa a Taranto sarebbe giunta, secondo la CISL FP Taranto Brindisi, a un livello di criticità non più sostenibile. Il sindacato parla di immobilismo istituzionale e di scelte che rischiano di compromettere l’efficienza del naviglio e delle infrastrutture militari strategiche presenti sul territorio.

Al centro della denuncia vi è quello che il segretario territoriale Umberto Renna definisce un clima di disparità di trattamento e di mancato sostegno ai provvedimenti adottati dai Direttori dei Comandi locali, impegnati – nonostante carenze di personale e risorse – a garantire la continuità operativa. L’episodio più recente riguarderebbe il diniego al cambio di mansione per un lavoratore pronto a ricoprire un nuovo profilo tecnico ritenuto essenziale per processi considerati sensibili.

«La giustificazione basata sull’attesa dei concorsi è una chimera – afferma Renna –. Il rischio, già concretizzatosi a La Spezia, è lo svuotamento programmato di officine e reparti, con il conseguente favore alle esternalizzazioni verso realtà industriali esterne, privando Taranto della sua storica vocazione industriale e logistica».

Il sindacato evidenzia inoltre una forte contraddizione interna al sistema locale della Difesa: da un lato la Direzione di Amministrazione, indicata come polo d’eccellenza “Ecogreen” a impatto zero; dall’altro, negli enti contigui, situazioni di degrado strutturale e organizzativo.

Tra le criticità segnalate figurano presunte carenze nei servizi igienici, straordinari relativi agli anni 2024 e 2025 non ancora liquidati e condizioni strutturali giudicate inadeguate. Elementi che, secondo la CISL FP, delineano un quadro di difficoltà gestionale e di mancata attenzione ai diritti dei lavoratori.

Il sindacato lancia quindi un appello alle istituzioni politiche e sociali del territorio, chiedendo un intervento del sindaco, del Consiglio comunale e regionale, dei parlamentari e delle forze sociali, affinché si apra un confronto concreto sul futuro della Difesa a Taranto.

«Come è possibile accettare che accanto all’eccellenza tecnologica conviva la negazione dei diritti minimi? – conclude Renna –. Taranto non può essere solo una passerella per le visite ufficiali dei vertici dello Stato Maggiore; deve tornare a essere il centro della strategia industriale della Difesa, con investimenti reali e rispetto per chi lavora».

Per la CISL FP, la vertenza non riguarda esclusivamente il piano sindacale, ma tocca direttamente la tenuta economica e occupazionale del territorio. La richiesta è quella di una strategia chiara e strutturale che restituisca centralità alla Difesa Taranto, evitando – come sottolineato dal sindacato – il rischio di un progressivo ridimensionamento del lavoro pubblico locale.

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