Il presidente di Confindustria Taranto richiama alla coesione su una vertenza definita strategica per il Paese e chiede il sostegno dello Stato per continuità e decarbonizzazione
Un appello all’unità e alla chiarezza in una fase ritenuta cruciale per il futuro del polo siderurgico. Il presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma, interviene sugli ultimi sviluppi legati all’ex Ilva, con riferimento a tutti gli stabilimenti del Gruppo, invitando le parti coinvolte a evitare frammentazioni e “fughe in avanti”.
«Comprendiamo che la complessità del dossier ex Ilva possa produrre valutazioni divergenti e conseguenti fughe in avanti, ma in questo momento la confusione non giova alla trattativa: avvertiamo la responsabilità di mantenere il valore che l’ex Ilva esprime a livello nazionale attraverso tutti i suoi asset evitando, al contrario, che perda inevitabilmente il suo potenziale strategico con dannosi processi di spezzettamento. E per far questo, abbiamo bisogno di procedere uniti e con obiettivi comuni», afferma Toma.
Il riferimento è alle recenti notizie provenienti da Genova e Alessandria, che hanno riacceso il dibattito sul futuro degli stabilimenti e sulla gestione della vertenza. Per il presidente degli industriali jonici, la questione mantiene una portata nazionale che richiede un approccio coerente e condiviso.
«Il momento è delicato e complesso ed inevitabilmente necessita di chiarezza ed unità di intenti, pena la destabilizzazione di un intero sistema», prosegue Toma, sottolineando come l’interlocuzione con Acciaierie d’Italia rimanga costante. In questo senso viene richiamata anche la recente visita al Centro Studi dello stabilimento, definito un’eccellenza nel campo della ricerca, oltre ai confronti frequenti con i Commissari in merito alle trattative per la vendita.
Il presidente di Confindustria Taranto ribadisce infine la necessità che la vertenza resti ancorata a una dimensione nazionale, con il coinvolgimento di una pluralità di soggetti e con un ruolo attivo del Governo centrale.
«Una questione di portata e strategicità nazionale deve rimanere tale sia mantenendo la molteplicità dei soggetti coinvolti sia l’approccio da parte del Governo centrale, ovvero il forte sostegno che lo Stato dovrà garantire per la continuità e il processo di decarbonizzazione dell’ex Ilva, al di là degli esiti che si produrranno a seguito della trattativa in corso o di eventuali altre fasi di contrattazione con soggetti privati», conclude Toma.
La trattativa ex Ilva resta dunque al centro dell’attenzione economica e istituzionale, con implicazioni che superano il territorio tarantino e investono l’intero sistema industriale nazionale.








