Comunità musulmana pronta ad avviare l’iter istituzionale. “Legalità, trasparenza e dialogo”
di BARBARA RINALDI – In coincidenza con l’inizio del Ramadan 2026, la comunità musulmana del capoluogo dauno annuncia un passo ufficiale verso la realizzazione di una moschea pubblica e riconosciuta.
Il 18 febbraio è stato reso noto che il 12 febbraio scorso è stato costituito il Comitato Multinazionale per la Moschea di Foggia. L’organismo, registrato presso l’Agenzia delle Entrate, conta 40 soci e rappresenta fedeli provenienti da 32 Paesi diversi.
L’obiettivo è chiaro: avviare il percorso istituzionale per dotare la città di un luogo di culto conforme alle norme italiane. Attualmente, infatti, i momenti di preghiera si svolgono in due strutture considerate non adeguate. Si tratta di un capannone in via Tratturo Castiglione e di un locale in via Isonzo.
Secondo i promotori, oltre 10mila cittadini musulmani residenti tra Foggia e provincia non dispongono ancora di uno spazio idoneo sotto il profilo della sicurezza e della dignità.
Un percorso nel rispetto della Costituzione
Il Comitato ha dichiarato di voler operare nel pieno rispetto degli articoli 8, 19 e 20 della Costituzione italiana, che garantiscono libertà religiosa e autonomia delle confessioni. L’iter, spiegano i rappresentanti, seguirà le procedure previste dal Ministero dell’Interno. Inoltre, ogni passaggio sarà improntato alla massima trasparenza.
È stato precisato che non verrà avviata alcuna raccolta fondi prima dell’eventuale autorizzazione ministeriale. Una scelta che punta a evitare polemiche e a mantenere il progetto su un piano istituzionale. Il dialogo con le autorità locali sarebbe già iniziato. Tra gli interlocutori figurano la Prefettura e il Vescovo di Foggia.
Un percorso, dunque, che vuole inserirsi nel quadro della legalità e della collaborazione interreligiosa.
Non solo preghiera, ma spazi culturali e sociali
Il progetto architettonico, ancora in fase preliminare, non prevede soltanto l’area destinata alla preghiera. Sono previsti anche spazi culturali, educativi e sociali. Secondo il Comitato, la futura moschea dovrebbe diventare un punto di riferimento stabile e riconosciuto nel tessuto urbano cittadino.
Il tema, inevitabilmente, riapre il dibattito sulla gestione dei luoghi di culto e sull’integrazione. Un argomento che in passato ha già acceso confronti nel capoluogo, come emerso anche nei nostri approfondimenti dedicati alla politica territoriale a Foggia. La richiesta di un luogo pubblico regolamentato, tuttavia, viene presentata come una risposta a una situazione di fatto già esistente.
Per ora si tratta di un primo passo formale. L’iter autorizzativo richiederà tempo e verifiche. Intanto, però, la comunità musulmana foggiana si organizza e sceglie la strada istituzionale. Il confronto pubblico, nei prossimi mesi, sarà inevitabile. Ma il punto di partenza è definito: trasformare un’esigenza religiosa in un progetto strutturato e riconosciuto.
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