Roma – “Lo chiamavano Street Food”, anteprima al Cinema Azzurro Scipioni

Serata evento nella sala romana per il cortometraggio scritto e diretto da Raffaele Grasso prima dell’avvio del percorso nei festival nazionali e internazionali

È stato presentato a Roma, con una serata evento privata al Cinema Azzurro Scipioni, il cortometraggio “Lo chiamavano Street Food”, scritto e diretto da Raffaele Grasso e prodotto da Inthelfilm Srl con Giampietro Preziosa e Marco S. Puccioni. La produzione esecutiva è stata curata da Giovanni Lugoboni e Giorgia Chiera per Stolen Film ETS.

L’anteprima, riservata a ospiti e addetti ai lavori, ha rappresentato il primo momento pubblico di incontro con il progetto prima dell’avvio del suo percorso festivaliero nazionale e internazionale. Il film nasce grazie al sostegno del Ministero della Cultura e della SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, con la collaborazione di partner impegnati sui temi della sostenibilità ambientale.

Alla proiezione è seguito un confronto con il regista, i produttori e i partner che hanno sostenuto il progetto, alla presenza delle cariche istituzionali del Comune di Collalto Sabino, in provincia di Rieti, che ha concesso il patrocinio e ospitato le riprese del film nel borgo laziale.

Alla serata ha partecipato anche il collettivo musicale M_Side, autore della colonna sonora originale del cortometraggio, che contribuisce a definire l’identità sonora dell’opera.

Una commedia western sulla transizione ecologica

Della durata di circa quindici minuti, “Lo chiamavano Street Food” è una commedia dai toni western e thriller ambientata a Collalto Sabino. La storia racconta l’incontro-scontro tra due venditori ambulanti: Gino, storico venditore con un vecchio truck a gasolio, e Luisa, giovane imprenditrice con un food truck alimentato a energia solare.

Quando la ragazza decide di posizionarsi nella stessa piazza dove Gino lavora da anni, la situazione si trasforma rapidamente in una rivalità territoriale. La sfida tra i due protagonisti si sviluppa come un duello western di paese, diventando metafora del confronto tra tradizione e innovazione e, più in generale, tra generazioni diverse.

Il film è interpretato da Massimiliano Rossi, Carolina Sala e Valerio Desirò.

Il cortometraggio nasce da una sceneggiatura vincitrice del Premio Solinas – Screen in Green 2022 per la migliore sceneggiatura di cortometraggio e ha ottenuto ulteriori riconoscimenti, tra cui il contributo massimo alla produzione nel bando SIAE “Per Chi Crea” 2025.

La scelta di Collalto Sabino come location non è soltanto estetica, ma narrativa: il borgo diventa parte integrante della storia, trasformandosi in una sorta di piazza-western contemporanea dove si consuma il confronto tra passato e futuro.

«Ho voluto raccontare la transizione ecologica come un vero processo di cambiamento. E ogni cambiamento genera inevitabilmente un conflitto. Attraverso il linguaggio del western e il tono della commedia, Lo chiamavano Street Food mette in scena proprio questa tensione: la difficoltà di lasciare spazio al nuovo quando il passato sembra ancora rassicurante. Raccontarla con leggerezza era per me il modo più efficace per unire intrattenimento e riflessione», spiega il regista Raffaele Grasso.

Il cortometraggio si prepara ora a debuttare nei festival cinematografici italiani per poi proseguire il proprio percorso nelle rassegne internazionali, sostenuto da una squadra produttiva che ha creduto nel progetto sin dalla sua prima fase di sviluppo.

Il regista

Raffaele Grasso, nato nel 1995 ad Ariano Irpino, vive e lavora a Roma. Ha collaborato come assistente alla regia in produzioni come “Esterno Notte” di Marco Bellocchio, “M – Il figlio del secolo” di Joe Wright e “Fino alla fine” di Gabriele Muccino.

I suoi cortometraggi sono stati selezionati in numerosi festival cinematografici e nel 2022 ha vinto il Premio Solinas – Screen in Green per la migliore sceneggiatura. È inoltre fondatore e direttore artistico del Written by Script & Film Festival e docente di sceneggiatura presso l’Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma. Attualmente è impegnato nella preproduzione del cortometraggio animato “Una vita da palla” e nello sviluppo di nuovi progetti cinematografici.

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