Bari, Teatro Abeliano a rischio chiusura: lanciato un Sos a sponsor e mecenati

Vito Signorile, direttore artistico del Teatro Abeliano di Bari, lancia un appello durante la presentazione della rassegna “Maschere d’olivo”

Alla presentazione del progetto “Maschere d’olivo”, festival multidisciplinare promosso dal centro polivalente di cultura Gruppo Abeliano, tenutasi a Palazzo di Città il 10 ottobre, è stato lanciato un appello significativo da Vito Signorile, direttore artistico del Teatro.

«In una fase di resilienza non solo dell’Abeliano, ma più in generale del mondo teatrale – ha affermato Vito Signorile – abbiamo pensato all’ulivo come anticipatore di ciò che sta accadendo nel mondo, un corpo millenario segnato ancor oggi da un male dal quale deve resistere e rinascere. La nostra è una maschera d’olivo che in realtà smaschera i mali del mondo piuttosto che coprirli. Abbiamo organizzato un festival che è multidisciplinare anche perché all’interno degli spettacoli troviamo sconfinamenti di generi e modi di esprimersi. Le vicende degli ultimi anni hanno messo in luce la difficoltà economica del nostro teatro che tuttora, nonostante i finanziamenti legati alla realizzazione di obiettivi specifici, non è in grado di coprire i costi.»

L’Abeliano è simbolo di storia e di una grande tradizione, non solo barese o pugliese. Nonostante le difficoltà incontrate, è un teatro che continua a investire sul pubblico e sulla comunità intera, che riesce a sopravvivere grazie alla passione e al lavoro di qualità svolto negli anni dalle maestranze coinvolte.

Il titolo scelto per il festival non lascia dunque spazio a diverse interpretazioni: la resistenza davanti alle difficoltà di un albero secolare paragonata a quella di un Teatro, vivo da mezzo secolo, grazie al coraggio di un uomo di spettacolo, Vito Signorile.

«Siamo in serio pericolo, per cui, come abbiamo fatto negli anni più bui, lancio un Sos, chiediamo di aiutarci, cerchiamo sponsor, mecenati che ci sostengano, altrimenti non so cosa accadrà, siamo agli sgoccioli», ha aggiunto il direttore.

Difficoltà causate non soltanto dalla pandemia, ma anche dall’adesione al Tric-Teatri di Bari, che ha dato vita a un contenzioso con il Kismet del quale non si vede ancora la fine.

«Al di là della gioia e della caparbia nel non essermi mai fermato, nei fatti abbiamo lavorato nei ritagli di tempo che la pandemia ci ha lasciato, con gli spiccioli del botteghino e gli aiuti Covid. Sono piuttosto amareggiato perché è vero che il progetto triennale che presentiamo oggi è approvato dal Ministero della Cultura, ma vi siamo rientrati come prima istanza: dopo 44 anni di rapporto continuativo subiamo questa cosa, come se fossimo ragazzini. Il tutto a causa dell’intervallo con il Tric».

Parole che lasciano ancor più l’amaro in bocca se affiancate da quelle dell’assessora alla Cultura Ines Pierucci: «Siamo contenti di presentare un progetto multidisciplinare – ha dichiarato – di un teatro che rappresenta la storia e il presidio della cultura teatrale barese e che proprio quest’anno celebra 50 anni di attività. Questo progetto sottolinea l’importanza della diffusione della cultura in tutto il territorio cittadino diventando strumento di collegamento dei quartieri periferici, come in questo caso Japigia, al centro città. L’Abeliano ha ospitato, infatti, molti eventi collegati al bando “Le Due Bari” e si conferma come l’unico teatro – oltre al Piccinni – che nella sua rinascita ha inserito uno spazio dedicato alla danza».

“Maschere d’olivo”, il festival multidisciplinare presentato a Bari, è finanziato dal MIC e prevede una serie di eventi nel triennio 2022 – 2024 che spaziano tra teatro, musica e danza.

In particolare, saranno quattro le sezioni: la prosa con “Actor”, la musica con “Confini labili”, i ragazzi con “A teatro con mamma e papà” e la Danza.

«Le principali linee tematiche-aggiunge Signorile- affondando nella classicità dei miti e della tradizione europea (e in quelli del Mediterraneo cui apparteniamo per geografia, cultura e radici) presidiando gli ambiti della storia, della scienza e delle scoperte dell’umanità, sondando le passioni e i sentimenti innescati dall’amore e l’affettività, non dimenticando le nuove generazioni e il bisogno di storie formative per i più piccoli, come anche le diversità di inclinazioni ed esperienze, mediante spettacolazioni in cui con il teatro giochino anche la danza e la musica e dove l’evasione si accompagni con la giusta riflessione».

Per maggiori informazioni: www.nuovoteatroabeliano.com

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