Autonomia differenziata, la Puglia alza il muro: “Così nasce una sanità divisa”

Il presidente Antonio Decaro contesta la devoluzione senza Lep definiti: rischio concreto di aumentare il divario tra Nord e Sud

La questione dell’autonomia differenziata torna a scuotere il dibattito nazionale, e questa volta la Puglia sceglie una linea chiara. Il presidente Antonio Decaro ha espresso una preoccupazione forte, parlando apertamente del rischio di una sanità sempre più diseguale.

Le sue parole arrivano da Castellana Grotte, durante un evento legato all’IRCCS Saverio de Bellis. Tuttavia, il messaggio va ben oltre la circostanza ufficiale.

Secondo la Regione Puglia, il punto critico è evidente: si sta discutendo di trasferire competenze sanitarie senza aver prima definito i Lep, cioè i livelli essenziali delle prestazioni. Ed è proprio qui che si gioca una partita decisiva.

Lep e Lea: una differenza che pesa

Spesso i termini vengono confusi, ma la distinzione è tutt’altro che tecnica. I Lep rappresentano una soglia costituzionale, necessaria per garantire diritti uguali a tutti i cittadini. I Lea, invece, sono strumenti operativi già utilizzati nella sanità.

Di conseguenza, equiparare i due livelli significherebbe aggirare un passaggio fondamentale. In questo scenario, il rischio è che le diseguaglianze esistenti vengano non solo mantenute, ma addirittura rafforzate.

La posizione della Puglia è stata formalizzata all’interno della Conferenza delle Regioni. Qui si stanno discutendo le pre-intese con Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria.

Il rischio concreto: una sanità divisa tra nord e sud

Se il percorso dovesse andare avanti senza correttivi, gli effetti sarebbero immediati. Tariffe diverse potrebbero essere applicate da Regione a Regione, mentre professionisti e strutture sarebbero attratti dalle aree economicamente più forti.

Inoltre, verrebbe consolidata una sanità a due velocità, già oggi percepita da molti cittadini. Il fenomeno della mobilità sanitaria passiva, infatti, continua a crescere e pesa soprattutto sulle famiglie del Sud.

È stato più volte sottolineato che migliaia di pugliesi sono costretti a spostarsi per ricevere cure adeguate. Questo comporta costi economici, ma anche sacrifici personali spesso invisibili.

Per questo motivo, la richiesta della Regione è netta: fermarsi e definire prima regole uguali per tutti. Solo così il diritto alla salute potrà essere realmente garantito. Il confronto resta aperto, ma la tensione è evidente. E la decisione finale potrebbe cambiare profondamente il volto della sanità pubblica italiana.

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