I Carabinieri del NAS di Lecce hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di un dirigente medico e di un’infermiera dell’ASL pugliese
I Carabinieri del NAS di Lecce, in cooperazione con l’Arma locale, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare. Finiti ai domiciliari un dirigente medico e un’infermiera con l’accusa di concorso in peculato, falso ideologico aggravato, accesso abusivo a sistema informatico e truffa aggravata ai danni del Servizio Sanitario Nazionale.
Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Lecce dopo una lunga attività investigativa, avviata a livello nazionale già nel 2025. Infatti, il Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute di Roma, nel periodo dello svolgimento dell’indagine, è rimasto focalizzato sul monitoraggio delle attività libero-professionali intramurarie (A.L.P.I.).
In particolare, il medico e l’infermiera indagati, avevano messo a punto un sistema parallelo per effettuare visite private a pagamento all’interno della struttura pubblica. I due, dunque, utilizzavano, oltre ai locali dell’ospedale, anche la strumentazione in dotazione. In questo modo però non venivano prese in considerazione le necessarie prenotazione tramite C.U.P..
Una condotta del genere, in un periodo in cui la questione delle liste d’attesa implode in Puglia, porta ad avere pregiudizi sul funzionamento delle stesse. Per questi motivi, il supporto dell’Arma è fondamentale per garantire trasparenza ai cittadini e tutelare il diritto alla salute.
Si precisa che il procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.
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