Dipendenza da social, al via il progetto nazionale “Combattiamola insieme”

Attivato il punto di ascolto telefonico e il primo sportello in farmacia: un’iniziativa strutturata per contrastare un fenomeno in crescita tra i giovani

Parte da Brindisi una delle prime iniziative strutturate a livello nazionale per affrontare il tema della dipendenza da social network, fenomeno sempre più diffuso soprattutto tra i più giovani. Il progetto, promosso dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, si intitola “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!” e nasce all’indomani della recente sentenza della Corte Superiore della California che ha condannato Meta e Google per i danni causati da dipendenza da piattaforme digitali.

L’iniziativa rappresenta una risposta concreta a un problema emergente, che negli ultimi mesi ha visto crescere in modo significativo le segnalazioni da parte delle famiglie italiane.

I segnali della dipendenza: comportamenti sempre più diffusi

Dopo una prima fase di analisi e divulgazione della decisione americana, l’associazione ha registrato un aumento delle richieste di aiuto da parte dei genitori, preoccupati per atteggiamenti sempre più frequenti nei figli.

Tra i principali campanelli d’allarme individuati figurano lo scroll compulsivo, l’isolamento sociale, la riduzione del dialogo in famiglia e una crescente ossessione per l’aspetto fisico. Comportamenti che, secondo gli esperti coinvolti, indicano una possibile evoluzione verso forme di dipendenza comportamentale.

Un progetto nazionale su tre livelli: informazione, supporto e tutela

Per affrontare il fenomeno in modo organico, il progetto è stato strutturato su tre direttrici operative: informazione e sensibilizzazione, supporto psicologico e tutela legale. A coordinare le attività sono Massimo Bomba, vicepresidente nazionale e responsabile della rete territoriale, la psicologa Monica Nicolucci e l’avvocato Emilio Graziuso, presidente nazionale dell’associazione.

«Vogliamo affrontare il fenomeno sotto tutti i punti di vista, offrendo alla collettività informazione, assistenza e tutela completa» dichiarano i responsabili del progetto. «La dipendenza da social è un fenomeno preoccupante che non può essere sottovalutato, soprattutto per le conseguenze sugli adolescenti».

Punto di ascolto e sportello in farmacia: le prime azioni concrete

Il progetto prende forma immediata con l’attivazione di un punto di ascolto telefonico, coordinato dalla dottoressa Nicolucci, attraverso il quale sarà possibile segnalare situazioni a rischio e ricevere un primo orientamento.

Accanto a questo, è stato inaugurato anche il primo sportello di ascolto in farmacia, a Lanciano, presso la farmacia “Marciani Magno”. Un modello sperimentale pensato per intercettare il disagio direttamente sul territorio e offrire un supporto accessibile alle famiglie.

«L’uso eccessivo dei social può compromettere profondamente la qualità della vita, influenzando studio, relazioni e benessere psicologico» spiega Monica Nicolucci. «Il sistema della gratificazione immediata tipico delle piattaforme digitali rende questi comportamenti simili a una vera dipendenza».

Un “cantiere aperto” per coinvolgere cittadini e istituzioni

L’associazione sottolinea come il progetto sia destinato a crescere nel tempo, configurandosi come un laboratorio nazionale di cittadinanza attiva. L’obiettivo è coinvolgere istituzioni, professionisti e cittadini in un’azione condivisa di prevenzione e contrasto.

«Abbiamo costruito un progetto aperto al contributo di tutti» evidenziano i promotori. «Solo attraverso una sinergia tra competenze diverse possiamo affrontare e arginare una dipendenza che riguarda l’intera società».

L’iniziativa segna un passo importante verso una maggiore consapevolezza collettiva sull’uso delle tecnologie digitali, ponendo al centro la tutela dei più giovani e la necessità di un rapporto più equilibrato con i social network.

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