L’idea di complessità tra Guardini e Florenskij: a Taranto un seminario sul nuovo pensiero culturale

Alla Camera di commercio di Brindisi-Taranto un incontro dedicato alla complessità, alla transdisciplinarità e a una nuova visione culturale, sociale e politica dell’uomo e del territorio

Un appuntamento dedicato al valore della complessità, alla necessità di un nuovo pensiero culturale e alla costruzione di una diversa idea di sviluppo umano e sociale. È questo il cuore del seminario “L’idea di complessità: Romano Guardini e Pavel A. Florenskji”, in programma giovedì 21 maggio alle ore 16 nella sede della Camera di commercio di Brindisi-Taranto.

L’iniziativa è promossa dal Centro di Cultura per lo Sviluppo G. Lazzati Aps-Ets Taranto, dalla Camera di commercio di Brindisi-Taranto e dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose Metropolitano Giovanni Paolo II.

Al centro dell’incontro ci sarà una riflessione sul tema della complessità come chiave per leggere il mondo contemporaneo, superando riduzionismi e frammentazioni culturali attraverso una nuova visione integrata dell’uomo, della società e del territorio.

Un percorso culturale tra filosofia, spiritualità e società

Il seminario sarà curato dal professor Domenico Burzo, laureato in filosofia e studioso di fenomenologia dell’esperienza religiosa e filosofia della religione, riconosciuto anche a livello internazionale per i suoi studi sui nuovi paradigmi culturali.

Burzo accompagnerà i presenti nell’approfondimento del pensiero di Romano Guardini e Pavel Florenskij, due figure considerate fondamentali per comprendere la complessità del presente e la necessità di un nuovo approccio culturale capace di connettere discipline, esperienze e dimensioni dell’esistenza.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del presidente della Camera di commercio di Brindisi-Taranto, Vincenzo Cesareo.

L’introduzione sarà affidata al filosofo della scienza Mario Castellana, mentre a moderare l’incontro sarà don Francesco Nigro, teologo e direttore dell’ISSRM Giovanni Paolo II di Taranto.

La complessità come nuova visione del mondo

Secondo il professor Burzo, il mondo contemporaneo impone ormai una riflessione profonda sulla necessità di superare modelli culturali e cognitivi basati sulla semplificazione e sulla frammentazione della realtà.

L’evoluzione delle tecnologie, la crisi climatica, l’intelligenza artificiale e l’interconnessione globale rendono infatti evidente quanto il presente richieda strumenti nuovi di lettura e interpretazione.

«Occorre una rivoluzione dell’intelligenza, un allargamento della ragione, uno sguardo che risulti nuovo, ma che sia in realtà capace di tornare a sviluppare tanti livelli di percezione e comprensione quanti sono i livelli di realtà che abbiamo davanti», spiega Burzo.

Secondo il docente, il pensiero di Guardini e Florenskij anticipa già nel Novecento molte delle riflessioni contemporanee sulla complessità e sulla transdisciplinarità.

Complessità, politica e governance

Uno dei temi centrali affrontati durante il seminario riguarderà il rapporto tra complessità e politica.

Per Burzo, la crisi attuale della politica nasce anche dall’incapacità di leggere la realtà nella sua interezza e nelle sue relazioni profonde.

«Lo scenario geopolitico mondiale ci mostra una mentalità politica determinata dall’uso della forza e dalla volontà di predominio, dove realtà fondamentali come relazione, dialogo e ascolto sembrano non avere più senso», osserva.

L’approccio complesso, invece, potrebbe favorire una nuova cultura della governance fondata sull’inclusione, sulla responsabilità e sulla capacità di ricomporre le fratture sociali.

Il territorio come specchio della comunità

Ampio spazio sarà dedicato anche al rapporto tra uomo e territorio.

Secondo Burzo, il territorio non rappresenta semplicemente uno spazio geografico, ma riflette la dimensione culturale e spirituale delle persone che lo abitano.

«Il territorio è lo specchio e l’ingrandimento dell’anima di coloro che lo vivono», sottolinea il docente, riprendendo il pensiero di Romano Guardini.

Una società educata alla complessità e alla relazione, infatti, non potrebbe che generare territori più armonici, inclusivi e meno segnati da conflitti e contraddizioni.

Il ruolo dei cristiani nel mondo contemporaneo

Nel corso della riflessione emergerà anche il tema del ruolo dei cristiani nella società contemporanea.

Per Burzo, il compito fondamentale resta quello della testimonianza, attraverso una fede capace di dialogare con il presente e affrontare le sfide culturali del nostro tempo.

«Il cristiano dovrebbe testimoniare la possibilità concreta di una pacificazione delle contraddizioni in un’armonia superiore», afferma.

Un approccio che, secondo il docente, richiede oggi una nuova intelligenza culturale capace di unire spiritualità, responsabilità sociale e apertura universale.

Un seminario tra cultura e sviluppo

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso culturale promosso dal Centro Lazzati, guidato dal presidente Domenico Maria Amalfitano, da anni impegnato nella promozione di riflessioni interdisciplinari sul rapporto tra sviluppo, cultura e centralità della persona.

Un lavoro condiviso con la Camera di commercio di Brindisi-Taranto, che continua a sostenere progetti capaci di coniugare crescita economica, innovazione culturale e attenzione alla dimensione umana e sociale dello sviluppo.

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