Vieste, ex marito dell’assessora Starace a processo per maltrattamenti: spunta la denuncia sul lido

Si intrecciano vicende giudiziarie e familiari dopo l’inchiesta per presunta concussione che coinvolge l’assessora regionale al Turismo. L’imprenditore respinge le accuse e si dichiara estraneo ai fatti contestati

Una vicenda giudiziaria complessa, che intreccia aspetti familiari, accuse reciproche e un’inchiesta che negli ultimi giorni ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica pugliese.

A Foggia è in corso il processo nei confronti di Alessandro Corso, imprenditore di Vieste ed ex marito dell’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace. L’uomo è accusato di maltrattamenti aggravati nei confronti dell’ex coniuge. Accuse che respinge con decisione, sostenendo la propria estraneità ai fatti contestati.

La vicenda è tornata al centro dell’attenzione dopo la notizia dell’indagine per presunta concussione che coinvolge la stessa assessora Starace, il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti e un dirigente comunale. Secondo l’ipotesi investigativa, ancora tutta da verificare nelle sedi competenti, la concessione demaniale di un lido riconducibile all’ex marito sarebbe stata revocata per motivazioni legate a questioni personali e familiari.

Le accuse al centro del processo

Il procedimento penale a carico dell’imprenditore nasce da una denuncia presentata dall’assessora regionale nel 2024. La Procura di Foggia ha avviato le indagini seguendo il protocollo previsto dal Codice Rosso per i reati che riguardano la violenza domestica e di genere.

Secondo l’impianto accusatorio, l’uomo avrebbe sottoposto l’ex moglie a una situazione di forte sofferenza all’interno del rapporto familiare attraverso comportamenti ritenuti vessatori e reiterati nel tempo. Tra gli episodi contestati figurano presunte offese, minacce e atteggiamenti che avrebbero reso difficile la convivenza.

L’imprenditore, assistito dal proprio legale, respinge ogni addebito e sostiene che gli episodi descritti siano riconducibili a una relazione caratterizzata da conflitti e tensioni reciproche, escludendo qualsiasi comportamento penalmente rilevante.

Due vicende distinte ma inevitabilmente collegate

Sul piano giudiziario si tratta di procedimenti separati, ma l’attenzione mediatica si è inevitabilmente concentrata sul collegamento tra la vicenda familiare e l’inchiesta relativa alla concessione demaniale del lido.

Da una parte c’è il processo per presunti maltrattamenti, che dovrà accertare eventuali responsabilità dell’imputato. Dall’altra l’indagine che coinvolge l’assessora regionale e altri soggetti istituzionali, anch’essa ancora nella fase delle verifiche investigative e quindi lontana da qualsiasi conclusione definitiva.

Entrambe le parti continuano a sostenere la propria posizione e a respingere le rispettive accuse. Saranno ora gli sviluppi processuali e gli accertamenti della magistratura a chiarire i contorni di una vicenda particolarmente delicata, che coinvolge aspetti personali, familiari e istituzionali.

In attesa delle decisioni dei giudici, resta alta l’attenzione su una storia che continua a suscitare dibattito a Vieste e in tutta la provincia di Foggia.

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