Un pensionato di 85 anni era stato raggirato con il falso incidente familiare e la consegna di denaro, gioielli e bancomat. Decisive le indagini dei Carabinieri che hanno portato all’emissione di una misura cautelare in carcere
Ancora una volta un anziano finisce nel mirino dei truffatori. A Tricase, i Carabinieri hanno identificato il presunto autore di una truffa aggravata che avrebbe causato a un pensionato di 85 anni un danno economico complessivo di circa 20mila euro tra contanti, gioielli e disponibilità bancarie.
L’indagine ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 22enne di origine marocchina, già noto alle Forze dell’Ordine e attualmente detenuto per altra causa. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Lecce, è stato notificato presso la Casa Circondariale di Viterbo dalla Polizia Penitenziaria.
Il raggiro del falso nipote
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima sarebbe stata contattata telefonicamente da un uomo che si sarebbe spacciato per un nipote in difficoltà economiche, chiedendo con urgenza denaro e oggetti di valore per risolvere presunti problemi familiari.
Poco dopo, un complice si sarebbe presentato direttamente presso l’abitazione dell’anziano qualificandosi come “direttore delle Poste”, riuscendo a conquistare la fiducia della vittima e a farsi consegnare circa 9.500 euro in contanti, diversi monili in oro e persino la carta bancomat con il relativo codice PIN.
Una volta ottenuto il bottino, l’uomo si sarebbe allontanato rapidamente facendo perdere le proprie tracce.
Le indagini dei Carabinieri
La denuncia presentata dall’85enne ha dato il via a un’attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di Tricase con il supporto dell’Aliquota Operativa del N.O.R.M. della Compagnia locale.
Gli investigatori hanno analizzato numerosi sistemi di videosorveglianza presenti sul territorio e incrociato diversi elementi raccolti nel corso delle verifiche, riuscendo a ricostruire gli spostamenti e i contatti riconducibili al gruppo criminale.
Un lavoro complesso, reso particolarmente difficile dalla mancanza iniziale di elementi immediatamente utili all’identificazione dei responsabili.
L’appello ai cittadini
L’Arma dei Carabinieri rinnova l’invito a prestare la massima attenzione alle richieste di denaro formulate telefonicamente da sconosciuti che si presentano come parenti, funzionari pubblici, avvocati o appartenenti alle Forze dell’Ordine.
In caso di dubbi è fondamentale non consegnare mai denaro, gioielli o documenti a persone sconosciute e contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112.
Come previsto dalla legge, si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini e che la responsabilità penale dell’indagato dovrà essere accertata nel corso del processo, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.
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