Truffa del finto nipote a Botrugno, arrestata una 20enne: Carabinieri recuperano oltre 8 mila euro tra contanti e gioielli

Decisive le segnalazioni al 112 e il rapido intervento dei militari dell’Arma. In fuga il complice dopo un inseguimento, indagini in corso

Un intervento tempestivo dei Carabinieri ha permesso di sventare una truffa ai danni di un’anziana di Botrugno, recuperando integralmente il denaro e i gioielli sottratti e arrestando una giovane di 20 anni, ritenuta gravemente indiziata di aver preso parte al raggiro del cosiddetto “finto nipote”. Proseguono intanto le indagini per identificare il complice riuscito a fuggire dopo un inseguimento.

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto alle truffe agli anziani portata avanti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Lecce, guidato dal colonnello Andrea Siazzu, che da tempo affianca all’attività investigativa una costante campagna di prevenzione e sensibilizzazione rivolta soprattutto alle persone più fragili.

Le segnalazioni degli anziani fanno scattare la trappola

L’indagine è partita da alcune segnalazioni giunte alla Stazione Carabinieri di Botrugno, dove diversi anziani avevano denunciato tentativi di truffa telefonica da parte di falsi parenti.

Temendo che i truffatori fossero ancora in azione, la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Maglie ha immediatamente predisposto uno specifico dispositivo di controllo del territorio, coinvolgendo i militari della Stazione di Nociglia e del Nucleo Operativo e Radiomobile.

L’inseguimento del SUV e la fuga del complice

Durante i controlli i militari hanno individuato un SUV di colore scuro fermo nei pressi dell’abitazione di un’anziana.

Al momento del controllo, il conducente è ripartito improvvisamente dando vita a un inseguimento durante il quale avrebbe commesso numerose violazioni del Codice della Strada. La fuga si è conclusa nelle campagne di San Cassiano, dove l’uomo ha abbandonato il veicolo riuscendo a dileguarsi a piedi.

Le indagini sono tuttora in corso per identificarlo.

Arrestata una ventenne con denaro e gioielli

Parallelamente, grazie ad alcune nuove segnalazioni dei cittadini, i Carabinieri hanno rintracciato una 20enne residente in provincia di Bari che si aggirava con atteggiamento sospetto nel centro di Botrugno.

La giovane ha tentato di allontanarsi ma è stata bloccata dai militari.

Durante la perquisizione è stata trovata in possesso di:

  • Quasi 6.000 euro in contanti;
  • Numerosi monili in oro, tra cui collane, orecchini e un orologio, per un valore stimato di circa 3.000 euro.

La ragazza non avrebbe saputo giustificare la provenienza del denaro e dei preziosi.

La truffa del “finto nipote”

Gli investigatori hanno rapidamente ricostruito quanto accaduto.

Poco prima un’anziana di 81 anni era stata contattata telefonicamente da una donna che, fingendosi la nipote, le aveva raccontato di un grave problema giudiziario che avrebbe coinvolto il padre.

Convinta di dover aiutare un familiare, la pensionata aveva raggiunto la piazza del paese dove aveva consegnato denaro e gioielli alla ventenne, riconosciuta grazie agli abiti descritti durante la telefonata.

Grazie alla rapidità dell’intervento dei Carabinieri, l’intera refurtiva è stata recuperata nel giro di pochi minuti e sarà restituita alla legittima proprietaria.

Indagini anche su un’altra truffa

Gli approfondimenti investigativi hanno inoltre consentito di collegare il SUV utilizzato dal complice, risultato a noleggio, a un’altra truffa consumata il 31 marzo scorso, sempre a Botrugno.

In quell’occasione un’altra anziana aveva consegnato ai truffatori circa 14.500 euro in contanti, utilizzando un modus operandi analogo.

Gli investigatori stanno ora verificando eventuali collegamenti con altri episodi avvenuti nel territorio salentino.

La giovane trasferita in carcere

Al termine delle formalità di rito, la ventenne è stata arrestata e, su disposizione della Procura della Repubblica di Lecce, è stata condotta presso la Casa Circondariale di Lecce.

Le indagini proseguono per individuare il complice e ricostruire l’eventuale coinvolgimento del gruppo criminale in ulteriori truffe.

Come previsto dalla normativa vigente, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagata dovrà essere accertata nel corso del processo, nel pieno rispetto del principio della presunzione di innocenza.

L’appello dei Carabinieri

L’Arma rinnova l’invito ai cittadini, e in particolare agli anziani, a diffidare di richieste di denaro o gioielli avanzate telefonicamente da sedicenti parenti, appartenenti alle Forze dell’Ordine o funzionari pubblici.

In caso di dubbio è fondamentale interrompere immediatamente la conversazione e contattare senza esitazione il Numero Unico di Emergenza 112.

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