A Bari, si è insediato il nuovo questore, Giovanni Signer

Nel corso del suo primo intervento pubblico con la stampa ha evidenziato le sue principali priorità: la lotta alla criminalità organizzata; l’ottimizzazione delle risorse e il maggior lavoro sulla percezione della sicurezza da parte dei cittadini

Oggi, 3 novembre 2022 si è insediato ufficialmente Giovanni Signer, 60 anni, con il ruolo di nuovo questore di Bari: prende il posto di Giuseppe Bisogno, andato in pensione dal primo ottobre di quest’anno. Originario della Sicilia, è laureato in giurisprudenza ed è entrato nel ruolo dei commissari della polizia di Stato nel 1988. Signer ha alle spalle una lunga nella Squadra mobile di Catania, mentre, gli ultimi due anni li ha trascorsi alla guida della Questura di Brescia.

Nel corso del suo primo intervento pubblico con la stampa ha evidenziato le sue principali priorità: la lotta alla criminalità organizzata; l’ottimizzazione delle risorse e il maggior lavoro sulla percezione della sicurezza da parte dei cittadini.

Il questore ha dichiarato «Leggiamo di statistiche in cui si parla di reati in diminuzione ma non sempre questo dato corrisponde alla percezione che hanno i cittadini. La sfida è aumentare questa percezione, rendendo visibile la nostra presenza e la nostra azione. Credo che il primo obiettivo, come quello di qualsiasi dirigente della pubblica amministrazione, sia quello di rendere efficiente ogni aspetto della prevenzione e della repressione».

Il nuovo questore ha sottolineato anche gli aspetti comuni tra lo scenario criminale barese e quello della città in cui ha lungo operato, Catania. Ha spiegato che si tratta di due territori caratterizzati da «una costellazione di gruppi criminali che rivendicano la propria autonomia ed entrano in contrasto tra loro» e che fanno dello spaccio del traffico di stupefacenti, una delle loro attività principali, che assicurano «proventi ma anche proselitismo e controllo del territorio».

La nuova norma sul rave party ha provocato domande su domande da parte dei giornalisti, ai quali il questore Signer ha replicato «La prevenzione rimane il primo step ovvero impedire che certi spazi vengano utilizzati. La norma comunque la vedo applicabile solo ed esclusivamente ai rave party e a nessun altro tipo di manifestazione. Devono esserci due requisiti, ovvero che siano messi in pericolo l’ordine pubblico e la salute, sia dei partecipanti ma anche delle persone che si trovano a transitare in quel luogo. Solo in quei casi inizieremo a valutare iniziative, ma comunque lo strumento della confisca lo vedo già sufficiente».

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