«Abbiamo un cuneo fiscale troppo alto, il 46,5%. C’è una fascia, quella sotto i 35mila euro, che sta soffrendo, noi dobbiamo mettere più soldi in tasca. Serve intervento choc, servono 16 miliardi, due terzi ai dipendenti e un terzo alle imprese»
Il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi è intervenuto durante l’assemblea generale dell’associazione degli industriali di Bari e Bat tenutasi al Teatro Kursaal Santalucia. Bonomi ha invitato il governo Meloni a “fare presto”, ad attuare tempestivamente interventi mirati per il Mezzogiorno «Dobbiamo presentare un altro modello economico al Mezzogiorno e serve una strategia decennale, fatta di risorse per ricerca, innovazione, macro progetti collegati alle Zes, scuola, università. Bisogna creare un piano di sviluppo fino al 2032, per fermare l’esodo dei giovani».
Il Presidente di Confindustria ha sottolineato l’importanza dell’intervento sul taglio cuneo fiscale «Abbiamo un cuneo fiscale troppo alto, il 46,5%. C’è una fascia, quella sotto i 35mila euro, che sta soffrendo, noi dobbiamo mettere più soldi in tasca. Serve intervento choc, servono 16 miliardi, due terzi ai dipendenti e un terzo alle imprese. Significa mettere 1200 euro in tasca in più ai lavoratori».
Le risorse a disposizione del nuovo governo vanno impiegate, inoltre, per uscire dall’imponente crisi dell’energia, nonché per aiutare le imprese e le famiglie, secondo quanto ha riferito Bonomi.
Nel suo intervento all’assemblea degli industriali baresi, il Presidente ha toccato anche la questione energia , dichiarando «Nel 2019 il conto dell’energia che pagavamo come manifattura era di 8 miliardi mentre quest’anno è di 110 miliardi». Successivamente, ha aggiunto «Ora, le risorse a disposizione vanno messe tutte a difesa della manifattura». Da parte di Bonomi, un giudizio positivo sull’annuncio del governo sulla gas release.
Bonomi ha proseguito il suo discorso «Il debito pubblico negli ultimi 11 anni è passato da 1900 miliardi a 2800 miliardi. Abbiamo raddoppiato la spesa sociale, ma abbiamo raddoppiato il numero dei poveri. L’anno scorso 5.6 milioni di italiani sono entrati in questa fascia: segno evidente che nelle politiche di spesa sociale, questo Paese ha fallito».
Il presidente ha affrontato anche la questione navigator, le figure previste nel decreto sul Reddito di cittadinanza per aiutare i cittadini a trovare lavoro «Quando si parla di lavoro la discussione verte su come trovare posti di lavoro ai navigator: ora sono meno di 1.000 perché nel frattempo sono stati assunti per concorso pubblico. E noi dobbiamo trovare un impiego pubblico a chi era stato assunto per trovare lavoro a chi non lo aveva. Sembra una barzelletta ma è la realtà: un fallimento a spese di imprese e famiglie perché alla fine paghiamo sempre noi con le nostre tasse».
Per questo Bonomi ha affermato senza giri di parole «Noi dobbiamo presentare un altro modello economico, diverso da quello del reddito di cittadinanza» e ha aggiunto «su questo vorremmo poter lavorare con il governo, perché serve una strategia che vada oltre il Piano nazionale di ripresa e resilienza», «una strategia decennale per il Mezzogiorno».
Bonomi ha concluso l’intervento sottolineando che l’Italia è il Paese dove si pagano meno tasse sulle rendite finanziarie rispetto a quelle che pagano chi crea lavoro: sarebbe bene si creassero nuovi posti di lavoro quindi la sua ultima affermazione è stata «Fateci lavorare e fateci creare posti di lavoro».








