Oggi si apre la fase operativa dell’iter di valorizzazione del patrimonio in questione, con la firma che i rappresentanti istituzionali andranno ad apporre sulla scrivania del ministero della Cultura a Roma
Dopo gli incontri di consultazione e condivisione di strategie e obiettivi, oggi si firma a Roma l’intesa per la candidatura della via Appia per l’istanza di riconoscimento da parte dell’Unesco dello status di Patrimonio mondiale dell’Umanità.
Nella provincia brindisina sono cinque i Comuni che, in quanto toccati dal percorso della via Appia lungo il suo tratto finale, dovranno firmare l’intesa presso la sede del ministero italiano della Cultura, già promotore dell’iniziativa.
Oggi, pertanto, sindaci o comunque delegazioni delle Amministrazioni comunali di Brindisi, Mesagne, Latiano, Oria e Francavilla Fontana, saranno nella capitale per l’ufficializzazione della candidatura in una cerimonia che sarà presieduta dal ministro Gennaro Sangiuliano.
Si tratta ovviamente solo di un primo passo, sebbene importantissimo, nel tentativo di raggiungere un obiettivo che avrebbe straordinarie ricadute sui territori attraversati dalla storica arteria, che verrebbe valorizzata e promossa su scala mondiale come un «cammino» di scoperta e conoscenza di una grossa fetta di storia dell’umanità, tra monumenti, vestigia, città caratteristiche, paesaggi e siti naturalistici di notevole rilievo ambientale.
È facile quindi intuire quanto tutto ciò inciderebbe sull’economia e sul turismo del territorio, imprimendo un impulso senza precedenti e duraturo nel tempo, attraverso una sorta di «certificazione» quale appunto quella che verrebbe conferita ai luoghi con il riconoscimento di Patrimonio mondiale dell’Umanità.
Il progetto «Appia Regina Viarum» prevede infatti la messa a sistema di un percorso turistico-culturale lungo la prima grande via di comunicazione della storia: l’antica arteria romana che collegava Roma con Brindisi. Un percorso che – se dovesse giungere il riconoscimento da parte dell’Unesco – verrebbe riproposto come una forma di mobilità turistica lenta, per l’accesso e la fruizione del patrimonio culturale che ha già di per se un valore planetario a cui l’eventuale pronunciamento favorevole da parte dell’Unesco garantirebbe una sorta di «sigillo» di qualità universalmente valido.
Sempre a conferma che la via Appia è già di per se un brand storico-culturale di inestimabile valore e potenzialità, va ricordato che proprio recentemente si è interessato della Regina Viarum anche il «National Geographic» che ha inserito il tracciato tra l’elenco dei migliori viaggi da compiere nel 2023.
Oggi, quindi, si apre la fase operativa dell’iter di valorizzazione del patrimonio in questione, con la firma che i rappresentanti istituzionali andranno ad apporre sulla scrivania del ministero della Cultura a Roma.








