Carovigno: Coniugi uccisi, il fratello di Antonio Calò confessa l’omicidio

La svolta è avvenuta dopo il lungo interrogatorio reso dall’83enne, nel pomeriggio di ieri, all’interno della caserma dei carabinieri di San Vito dei Normanni nel corso del quale l’uomo ha dichiarato «di aver ucciso il fratello e la cognata la sera del 28 febbraio scorso»

di ROSSELLA TANGORRA – A distanza di una settimana dalla scoperta dei cadaveri, il pm della procura di Brindisi ha disposto il fermo di Cosimo Calò, 83 anni, fratello di Antonio il cui cadavere insieme a quello della moglie Caterina Martucci è stato ritrovato mercoledì sera nella loro abitazione nelle campagne di Serranova, frazione di Carovigno. All’uomo, reo confesso, viene contestata l’aggravante della premeditazione, oltre a quella del rapporto di parentela.

La svolta è avvenuta dopo il lungo interrogatorio reso dall’83enne, nel primo pomeriggio di ieri, all’interno della caserma dei carabinieri di San Vito dei Normanni, alla presenza del pubblico ministero titolare del fascicolo, Francesco Carluccio, e dell’avvocata Carmela Roma. «Interrogatorio nel corso del quale l’uomo ha reso ampia confessione, dichiarando di aver ucciso il fratello e la cognata la sera del 28 febbraio scorso», spiega il procuratore capo di Brindisi, Antonio De Donno.

L’indagato era stato già sentito in qualità di persona informata sui fatti il giorno precedente. E sui suoi spostamenti e sulle liti con il fratello Antonio e la moglie Caterina, i militari si sono concentrati dopo aver raccolto una serie di indizi. «L’indagine è stata sviluppata attraverso le escussioni di familiari e conoscenti delle vittime, l’acquisizione di immagini delle telecamere della zona e intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché attraverso la ricostruzione degli spostamenti di alcune persone ritenute di interesse», aggiunge il procuratore.

Nel corso delle perquisizioni, i carabinieri hanno sequestrato un fucile da caccia, trovato in un capanno attiguo all’abitazione dell’83enne. L’arma, stando alle sue dichiarazioni, sarebbe stata acquistata qualche giorno prima per cento euro. L’autopsia che dovrebbe essere eseguita nelle prossime ore, potrà chiarire se i colpi che hanno ucciso i coniugi sono compatibili con quel fucile da caccia.

A scoprire i cadaveri, nel tardo pomeriggio del primo marzo scorso, Carmelo Calò, fratello di Cosimo e Antonio. Ai carabinieri ha raccontato che quel giorno aveva appuntamento con Antonio. Non ricevendo risposta al telefono, ha raggiunto il casolare, ha aperto la porta che non era chiusa a chiave, come spesso accade nelle zone di campagna, ha acceso la luce e ha visto il fratello in una pozza di sangue. Ucciso con una fucilata tra l’ingresso dell’abitazione e il soggiorno. La tavola era apparecchiata. Due colpi per uccidere la moglie, trovata in camera da letto con il telefonino in mano, probabilmente nel disperato tentativo di chiedere aiuto.

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