Giuseppe Gigante, direttore regionale dell’Inail in Puglia, per l’occasione della Giornata nazionale della sicurezza sul lavoro ha presentato insieme alla Cgil regionale il nuovo progetto “Salute e sicurezza in edilizia e agricoltura”. Queste le sue parole: «Sebbene ci siano segnali evidenti di ripresa economica, ci sono altrettanti segnali di disattenzione per il fenomeno infortunistico, i lavoratori sono da sempre chiamati a pagare il prezzo più alto delle ripartenze: ricordiamo che negli anni del boom economico, gli anni ’60, si verificavano una media di 4.600 infortuni mortali annui, un contributo di sangue che era ritenuto necessario per la crescita e modernizzazione del Paese. Oggi questo principio non è minimamente tollerabile. Sappiamo come il problema sia estremamente complesso. I bonus fiscali in campo dell’edilizia hanno portato, ad esempio, sicuri vantaggi in termini economici, ma anche tanta improvvisazione a scapito della sicurezza: non c’è formazione, non c’è confronto con organizzazioni datoriali e sindacali che anzi vengono viste come un ostacolo alla ripresa. Non credo che questo sia il modo giusto di ripartire. Come Inail partecipiamo e sproniamo iniziative come quella odierna proprio perché ogni morte sul lavoro è una sconfitta per tutti».
È stato reso noto che in Puglia ci sono mediamente 85 denunce di infortuni sul lavoro nel 2021, oltre che un totale di 97 morti e una crescita del 60% delle denunce di malattie professionali rispetto al 2020.








