Bari: Sciopero dipendenti BpB, «serve tavolo di confronto»

Uila auspica l’avvio «di un dialogo realmente costruttivo con la banca», rendendosi disponibile «ad aprire un tavolo di confronto»

La segreteria nazionale Uilca, insieme al coordinamento nazionale Uilca Banca Popolare di Bari, ha sostenuto lo sciopero proclamato oggi dai dipendenti dell’istituto di credito a Bari e a Teramo: «Lo sciopero di oggi arriva dopo un lungo periodo in cui le organizzazioni sindacali hanno chiesto alla Banca Popolare di Bari interventi per trovare soluzioni alle numerose difficoltà e agli enormi sacrifici che le lavoratrici e i lavoratori affrontano da anni».

Uila auspica quindi l’avvio «di un dialogo realmente costruttivo con la banca», rendendosi disponibile «ad aprire un tavolo di confronto, se necessario anche permanente, al fine di esaminare tutte le possibili soluzioni per offrire condizioni lavorative in grado di valorizzare i dipendenti della Popolare di Bari».

«First Cisl è al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di Popolare di Bari, che oggi – afferma il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani – sono scesi in sciopero per la prima volta nella storia della banca. Dopo anni di sacrifici, che hanno consentito il salvataggio dell’istituto, è necessario che i temi del salario e dell’organizzazione del lavoro tornino al centro del confronto con i sindacati”. “Per un governo che si propone obiettivi ambiziosi e di legislatura – conclude Colombani – quello di Popolare di Bari rappresenta quindi un banco di prova importante per mettere a terra nuove politiche creditizie al servizio dello sviluppo».

Le parole di Marco Lacarra, deputato barese del Partito Democratico: «Sono passati più di 3 anni dal commissariamento della Popolare, eppure i nodi sul tavolo sembrano ancora lontani dall’essere sciolti.»

Prosegue «Il massiccio sciopero che ha visto scendere in piazza tantissimi dipendenti della banca è il sintomo di un malessere che si aggiunge a quello delle decine di migliaia di risparmiatori ancora in attesa di giustizia per le somme perse. Non posso che manifestare il mio pieno sostegno alle ragioni dei lavoratori, perché non è tollerabile che dopo così tanto tempo non si sia ancora fatta chiarezza sul piano di rilancio della Popolare e che, per giunta, si continui a fare spending review sugli stipendi dei dipendenti».

Conclude Lacarra «Il decreto che sancì il commissariamento affermava un principio importante: la nuova BPB avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di “Banca del Mezzogiorno”, con tutto ciò che questo comporta. Ad oggi, invece, nessun segnale pare arrivare in questa direzione: chi lavora per la Popolare continua ingiustamente a pagare il prezzo di questa inerzia e più di 70.000 azionisti vivono quotidianamente la paura di non vedersi mai più restituiti i risparmi di una vita. Se non conoscessimo già lo stato di grave confusione che regna a Palazzo Chigi, verrebbe da chiedersi dove sia il Governo e cosa stia facendo per tutte queste persone.»

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