Bari: Affitti alle stelle, un flash mob da parte degli studenti di “Link”

Bari registra un aumento degli affitti tra i più alti in Italia: gli incrementi sono del 27,4%. Da ottobre 2022 a marzo 2023 i costi sono passati in media da 288€ a 367€

di FEDERICA MARGHERITA – Da mesi, gli studenti denunciano l’emergenza abitativa che investe il territorio barese e che sempre più spinge a considerare Bari “una città non a misura di studente”.

Il diritto all’abitare è diventato un lusso che non tutti possono permettersi ed è sempre più incombente il peso dell’insostenibilità degli affitti e la difficoltà nel trovare una casa.

I canoni di locazione sono arrivati a toccare prezzi esorbitanti, superando addirittura i 300 € mensili per una camera singola, ai quali si aggiungono le spese delle utenze, anch’esse aumentate a causa dell’inflazione e della crisi e le spese quotidiane.

Il più delle volte ci si imbatte non solo in camere con affitti così alti, ma che per di più versano in cattive condizioni, non adatte a soddisfare i bisogni degli studenti.

Bari registra un aumento degli affitti tra i più alti in Italia: gli incrementi sono del 27,4%. Da ottobre 2022 a marzo 2023 i costi sono passati in media da 288€ a 367€.

Per evidenziare questo problema, lo scorso 12 maggio, gli studenti dell’associazione universitaria “Link Bari” hanno organizzato in Piazza Cesare Battisti un flash mob, emulando il gioco del Monopoly con le stesse incognite e imprevisti che gli studenti affrontano nella vita da fuori sede:

“Via Manzoni, 383 €”, “Via Re David, 371 €”, “Via De Rossi, 420 €”, “Imprevisto: non funziona la caldaia. Paghi 100 euro”.

Un evento organizzato per far emergere il disagio provato dagli studenti nel trovare una camera a prezzi sostenibili e mezzo per chiedere alle istituzioni delle risposte e delle soluzioni in merito.

«Chiediamo un intervento da parte delle amministrazioni locali per frenare la speculazione nel mercato immobiliare da parte dei privati che ad oggi investono e destinano le proprietà sul mercato del turismo» spiega l’associazione studentesca.

Ad alimentare questa grande difficoltà, vi concorre anche il fatto che moltissimi studenti al giorno d’oggi risultano idonei al posto alloggio nelle residenze Adisu, ma non possono accedervi per la carenza di posti.

«Chiediamo di porre un tetto massimo al canone mensile attraverso la revisione del canone concordato, nuovi strumenti pubblici per incrociare domanda e offerta e incentivi affinché si destinino al mercato degli studenti fuori sede alloggi di qualità» sottolineano gli studenti di Link.

Più di 700 studenti risultano “idonei ma non beneficiari”, dunque pur avendo tutti i requisiti ISEE ed i requisiti di merito, si ritrovano a dover cercare una camera pur non godendo di una situazione economica vantaggiosa.

Mery Coppolecchia, rappresentante degli studenti di Link Bari e senatrice accademica per il biennio 2023-25, afferma in merito: «Abbiamo simulato il gioco del Monopoly per sottolineare l’enorme difficoltà che gli studenti fuori sede incontrano nel cercare case a prezzi accessibili e come ciò possa portare anche a rinunciare agli studi. Spesso risulta difficile anche trovare case dignitose, con un contratto regolare e non a nero, problema che si riscontra nella speculazione dei privati nel mercato libero e che non tutela giuridicamente gli studenti, molto spesso costretti a lasciare la casa senza alcun preavviso. A Bari, inoltre, grava su questa spiacevole situazione anche il mercato del B&B, il quale comporta una destinazione di sempre meno case agli studenti, poiché considerato meno proficuo. Il diritto all’abitare è diritto allo studio, e come tale necessita di essere tutelato».

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