Bari, dopo Caprile anche Cheddira transita al Napoli. I galletti seconda squadra dei partenopei?

Se già per il portiere non era andato giù l’amaro boccone, per l’attaccante ancora meno, perché si sente forte nella tifoseria la sensazione da grande fratello orwelliano. Il Bari è diventata la seconda squadra del Napoli o no? È questo che temono i tifosi

di CHRISTIAN MONTANARO – A Bari tiene ancora banco la questione Cheddira. Diaw ed Edjouma ok, ma poi? Due nuovi acquisti, ma nel Bari calcio diventa centrale la questione Cheddira. Dopo Caprile è toccato al marocchino transitare in serie A via Napoli e adesso l’indignazione della tifoseria è dura da smaltire.

Se già per il portiere non era andato giù l’amaro boccone, per l’attaccante ancora meno, perché si sente forte nella tifoseria la sensazione da grande fratello orwelliano. Il Bari è diventata la seconda squadra del Napoli o no? È questo che temono i tifosi e sempre questo quello che forse per certi versi sta succedendo.

Anche se c’è pure chi difende la proprietà e ricorda i tempi bui del fallimento e della militanza nelle categorie inferiori.

Difficile prendere posizione con lucidità perché cuore e cervello sono in perfetta antitesi.
Di certo si tratta di giocatori importanti che al Bari comodo avrebbero fatto eccome e che al momento non sono finiti in top club come avrebbero legittimamente meritato.

La speranza è che non si ecceda. Perché se il Bari diventasse il serbatoio del Napoli allora bisognerebbe cambiarne i colori sociali.

Al momento meglio astenersi da critiche eccessive al via di una stagione che richiede e richiederà la massima sinergia e sintonia tra tutte le componenti in gioco.

Sarà poi dei posteri l’ardua sentenza.

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