A Melpignano, Il 1° febbraio sarà presentato il libro del professor Cuccodoro “L’Italia del Presidente”

Tanto la centralità delle Assemblee legislative, quanto la posizione costituzionale del Capo dello Stato sono e saranno oggetto di serrato confronto e aperta discussione, circa una “accentuazione” della figura cardine del Presidente del Consiglio

Tanti gli argomenti sul tappeto nell’Evento pubblico di Melpignano, in programma presso il Palazzo Marchesale, giovedì 1° febbraio 2024, alle ore 18:00. Previsti i saluti istituzionali del Sindaco, Valentina Avvantaggiato e la presenza del prof. Enrico Cuccodoro, costituzionalista autore del libro, “L’Italia del Presidente. Paese legale Paese reale”, per i tipi di Voilier edizioni.

L’avvenuto passaggio dei Settantacinque anni della Carta costituzionale italiana, in direzione dello spazio in cui si riflette l’ordinamento di un’epoca con formidabili trasformazioni, ancor meglio e più incisivamente favorisce di poter volgere segnalazione alla “cassetta degli attrezzi della democrazia e della politica”, secondo l’efficace figurazione resa di recente dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che adesso inizia il secondo anno del suo rinnovato settennato al Quirinale.

Queste annotazioni richiamano sia le più recenti modifiche che hanno interessato l’impianto della Costituzione, con variazioni degli artt. 9, 33, 41, 56-59 del testo, con approvazione avvenuta fra il 2020-2023; sia i propositi di ulteriore, sollecitata revisione degli artt. 59, 88 e 92-94 della Carta, ora all’esame delle Camere, incidenti in radice sulla natura procedurale e sostanziale della nostra forma parlamentare di governo.

Tanto la centralità delle Assemblee legislative, quanto la posizione costituzionale del Capo dello Stato sono e saranno oggetto di serrato confronto e aperta discussione, circa una “accentuazione” della figura cardine del Presidente del Consiglio nel quadro di evoluzione degli equilibri costituzionali attuali, forse orientando il superamento della tradizionale oscillazione riscontrata nel tempo fra Premiership e Collegialità dell’Esecutivo di coalizione.

Poiché, si avanza una più problematica adozione di “premierato”, mediante l’indicazione del voto popolare del Presidente del Consiglio all’atto di indizione dei comizi elettorali, poi con aggiuntive norme conseguenti ove si determini l’ipotesi di mancata fiducia parlamentare.

In campo, pertanto, diviene l’assestamento del panorama che il Presidente della Repubblica può notare e valutare dal suo osservatorio privilegiato al Quirinale in ordine ai fenomeni che riguardano le sfide democratiche, politiche, economiche e sociali. E, dunque, si qualifica il costante esercizio delle sue diverse prerogative super partes, soprattutto, riferibili alla moral suasion, con interventi, gesti e moniti nello stile personale di consolidato soft power del Capo dello Stato, custode e garante della Costituzione nelle molteplici “prestazioni di unità”, “unificazione dei valori” e “bilanciamento razionalizzato tra poteri” nel Paese.

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