“Art Revolution”: l’arte 2.0 che conquista

L’arte ha preso vita, con quattordici capolavori dal Rinascimento alla Pop Art che si sono raccontati da soli ai visitatori


di CHRISTIAN MONTANARO- Impara l’arte e mettila da parte, dice il proverbio. Ma nel caso di “Art Revolution”, la bellissima esposizione interattiva di quadri parlanti, conclusasi domenica scorsa, l’arte è invece il caso di portarsela a fianco, come una cara amica.
L’arte a portata di mano e di orecchie, per la precisione.

Questo lo scopo raggiunto dall’ originalissimo progetto della “Cube Communication” in una mostra dal successo così travolgente, tale da averla prorogata sino al 25 febbraio scorso.
Ben oltre i 15.000 visitatori. Un dato che più di tanti rappresenta l’enorme successo di un allestimento che è piaciuto in pari misura ad adulti e bambini.

Come se ci si trovasse nel famoso film “una notte al museo”. L’arte ha preso vita, con quattordici capolavori dal Rinascimento alla Pop Art che si sono raccontati da soli ai visitatori.

Ecco quindi che Monna Lisa spiega perché si chiama così, che Van Gogh ci racconta del suo autoritratto, e via dicendo con la Venere di Botticelli, l’urlo di Munch e il Bacco di Caravaggio. Solo per citare alcuni dei tanti capolavori allestiti.

Con la “chicca finale” di un visore che ha letteralmente trasportato i visitatori dentro i quadri di riferimento, travalicando i confini del tempo e dello spazio in una realtà parallela dai contorni decisamente gustosi ed intriganti.

Un plauso convinto alla Unit Engineering della Cube Communication che, grazie anche alle animazioni 3D e alla interazione AL, ha saputo unire passato presente e futuro in un unico universo costellato di creatività e di oggettivo interesse culturale.

Forse se le opere d’arte si fossero studiate così ai tempi della scuola tanti studenti inoperosi si sarebbero appassionati come i tantissimi visitatori di “Art Revolution”.

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