«Non posso essere sindaco antimafia e avere la commissione di accesso in comune», ha precisato il sindaco di Bari arrivando alla conferenza stampa
Il sindaco Decaro ha convocato una conferenza stampa in seguito alle notizie giunte dal ministero dell’Interno sulla procedura della Commissione d’accesso che dovrà verificare eventuali infiltrazioni della criminalità nell’amministrazione comunale e nelle aziende municipalizzate.
«Non posso essere sindaco antimafia e avere la commissione di accesso in comune», ha precisato il sindaco di Bari arrivando alla conferenza stampa. Nello specifico, l’ipotesi di commissariamento del Comune pugliese deriva dall’inchiesta ‘Codice Interno’, che ha rivelato intrecci tra mafia, imprenditoria e mondo della politica.
L’indagine, condotta dalla direzione distrettuale antimafia, il 26 febbraio scorso ha portato all’arresto di 130 persone accusate di vari reati e, tra loro, di due esponenti politici, Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale, e della moglie Maria Carmen Lorusso, consigliera comunale di maggioranza, poi dimessasi.
«Io ieri ho ricevuto una telefonata dal ministro Piantedosi- queste le parole di Decaro- mentre ero in macchina con la scorta. Sono sotto scorta da 9 anni, se c’è anche solo l’anticamera di un sospetto sull’amministrazione comunale di Bari, sul consiglio comunale di Bari e sul sottoscritto, allora io rinuncio alla scorta. Io non posso stare sotto scorta, non posso essere considerato un sindaco Antimafia e contemporaneamente il Ministero dell’Interno mi manda l’accesso al comune per verificare se ci sono le condizioni per lo scioglimento. Non voglio la scorta, toglietemi la scorta: torno a vivere. Forse avrò qualche problema, ma non fa niente.»
Al termine del suo intervento a Palazzo di Città, il primo cittadino si è abbandonato a qualche lacrima.








