L’assessore Vito Lacoppola ha verificato le condizioni dell’immobile in via Stradella del Caffè, ex sede del Municipio II, che ospita temporaneamente 20 classi della scuola Anna Frank, garantendo un ambiente idoneo alle attività didattiche durante i lavori di ricostruzione dell’istituto
Ieri mattina, l’assessore alla Conoscenza Vito Lacoppola, accompagnato dalla presidente del Municipio II, Alessandra Lopez, da alcuni consiglieri municipali e dai tecnici comunali della ripartizione IVOP, ha effettuato un sopralluogo presso l’immobile in via Stradella del Caffè, già sede del Municipio II. La struttura, dall’inizio del nuovo anno scolastico, ospita 12 classi della scuola primaria e 8 della scuola dell’infanzia dell’Istituto Anna Frank, attualmente interessato da un cantiere per la demolizione e ricostruzione finanziato dal PNRR.
Durante la visita, l’assessore Lacoppola ha verificato che gli ambienti allestiti per accogliere alunni, docenti e personale scolastico rispondano alle esigenze manifestate dalla comunità scolastica.
«Oggi abbiamo potuto constatare personalmente le condizioni dell’immobile al termine dei lavori di rifunzionalizzazione della struttura, che risulta ora decisamente più idonea a ospitare gli alunni e, più in generale, le attività didattiche delle 20 classi della scuola Anna Frank», ha commentato l’assessore Vito Lacoppola.
«Finalmente, i piccoli potranno dedicarsi alle lezioni senza alcun tipo di interferenza, in un ambiente adeguato ai loro bisogni. Desidero ringraziare le maestranze e i tecnici comunali che hanno lavorato senza sosta, anche durante il periodo feriale, per rispondere in tempi brevi a questa emergenza, trasferendo parte del corpo scolastico nella ex sede municipale.»
L’assessore Lacoppola ha inoltre sottolineato l’importanza di utilizzare un immobile comunale per questo spostamento temporaneo, evitando così ulteriori costi per l’amministrazione. «Un’operazione resa possibile dalla volontà politica unanime del Consiglio del Municipio II di ottimizzare gli spazi e restituirli alla comunità, in questo caso scolastica», ha concluso Lacoppola.








