Un pregiudicato già condannato per associazione mafiosa è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di estorsione e danneggiamento aggravato dal metodo mafioso, dopo aver minacciato e danneggiato un imprenditore locale
Ieri mattina a Lecce, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un pregiudicato sessantenne, L.U., accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso e danneggiamento seguito da incendio. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, sono partite dopo che un imprenditore locale, attivo nel settore del noleggio con conducente, è stato vittima di danneggiamenti e intimidazioni legati al rifiuto di una richiesta estorsiva di 10.000 euro.
Secondo l’accusa, l’indagato avrebbe incendiato i veicoli dell’imprenditore e minacciato ulteriori danni qualora non avesse accettato le sue richieste. In un primo episodio, dopo l’incendio delle automobili dell’imprenditore, l’indagato si sarebbe avvicinato alla vittima, dicendo: “Sono stato io ad incendiarti le macchine, se vuoi lavorare a Lecce devi darmi 10.000 euro. Hai un mese di tempo.”
Nonostante la pressione, l’imprenditore ha resistito al tentativo di estorsione, ma successivamente si è verificato un ulteriore attacco incendiario, che ha colpito altri beni della vittima, spingendolo a rivolgersi alla Squadra Mobile di Lecce. Le indagini hanno permesso di riscontrare una serie di avvicinamenti e intimidazioni da parte dell’indagato, che si sarebbe comportato secondo il tipico metodo mafioso, sfruttando la forza intimidatoria e l’appartenenza a una consorteria criminale.
Il quadro accusatorio è stato rafforzato da riprese video, testimonianze e servizi di osservazione che hanno documentato le minacce e gli approcci dell’uomo nei confronti della vittima. Su queste basi, il Gip ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto del sospettato presso la sua abitazione. L’indagato è stato trasferito in carcere, in attesa delle successive fasi del procedimento giudiziario, durante il quale la sua colpevolezza dovrà essere dimostrata, nel rispetto del contraddittorio tra le parti.
L’intervento della Polizia di Stato ha rappresentato un’importante risposta alla criminalità organizzata, in un contesto in cui l’intimidazione mafiosa tende a creare un clima di soggezione tra le vittime, che spesso faticano a denunciare per timore di ritorsioni.








