Associazioni ambientaliste escluse dalla Conferenza dei Servizi: Preoccupazione per il futuro del territorio di Ostuni

Le associazioni locali denunciano l’esclusione dalla discussione sul Piano Regolatore Generale e sollevano dubbi su nuovi progetti edilizi che potrebbero compromettere l’ambiente e il paesaggio di aree sensibili, come Lamasanta. Richiesti chiarimenti sul mancato coinvolgimento nella pianificazione urbana

Il “Libero Comitato per la salvaguardia dell’habitat naturale della fascia costiera di Ostuni”, in persona del suo Presidente Antonio Suma, il “Circolo Legambiente di Ostuni”, in persona del suo Presidente Alessandro Nacci, l’Associazione “Lu Scupariedde” di Ostuni, in persona del suo Presidente Beniamino Farina, l’Associazione “Ostuni Bene Comune”, in
persona del Suo Presidente Giancarlo Scalone, l’Associazione “Laudato sì”, in persona del suo Presidente Francesco Ghionda, l’Associazione “Borgo Ostuni”, in persona del suo Presidente Sandra Lanza, “Lamia Santolina Aps”, in persona del Presidente Cosimo Terlizzi hanno espresso forte preoccupazione riguardo all’iter di approvazione della variante del Piano Regolatore Generale (PRG) del Comune di Ostuni. Tale variante, volta ad adeguare il PRG al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR), ha suscitato allarmi tra i gruppi locali, che temono un ulteriore consumo di suolo e una riduzione delle misure di tutela paesaggistica.

Durante il Consiglio Comunale del 28 maggio 2024, alcune delle Osservazioni presentate da privati e approvate dal Consiglio hanno destato preoccupazioni per la possibile compromissione di aree paesaggisticamente rilevanti, come la rimozione di beni paesaggistici dalla zona di Lamasanta, un’area di particolare interesse naturalistico e paesaggistico.

Le associazioni hanno successivamente inoltrato una lettera alle autorità regionali e locali, tra cui la Regione Puglia e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, sottolineando il rischio di interventi edilizi che potrebbero compromettere irrimediabilmente il territorio. Esse hanno chiesto di partecipare alla Conferenza dei Servizi convocata dal Comune di Ostuni per il 23 ottobre 2024, in cui si sarebbe discusso il progetto di variante al PRG. Tuttavia, nonostante la richiesta formale di partecipazione e la normativa che garantisce il diritto di intervenire ai soggetti portatori di interessi diffusi, le associazioni sono state escluse dalla conferenza.

Il Sindaco di Ostuni, presente alla Conferenza, ha negato la partecipazione dei rappresentanti delle associazioni, giustificando la decisione con motivi legati alla natura della pianificazione urbanistica. Questo atteggiamento è stato percepito dalle associazioni come un grave atto di chiusura verso la cittadinanza, ostacolando la trasparenza e la partecipazione pubblica. Inoltre, è stato sottolineato che il Sindaco si era astenuto durante il voto di alcune osservazioni in Consiglio Comunale, avendo interessi personali in alcune delle aree coinvolte, come la località Lamasanta.

Le associazioni denunciano che il consumo di suolo a Ostuni è già un problema serio, con una percentuale di suolo consumato superiore alla media regionale, e che ulteriori interventi edilizi aggraverebbero la situazione. Citano, a supporto delle loro preoccupazioni, dati dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) che evidenziano come la Puglia, e in particolare la provincia di Brindisi, sia tra le regioni con il più alto tasso di consumo di suolo a livello nazionale.

La mancata partecipazione alla Conferenza dei Servizi è stata interpretata come un tentativo di escludere il confronto pubblico su decisioni di grande impatto per il futuro del territorio. Le associazioni chiedono ora chiarimenti al Comune di Ostuni, domandando quali siano i motivi alla base della decisione di non permettere la loro partecipazione e se vi siano interessi non dichiarati che possano aver influenzato tale scelta.

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