Joe Fallisi: Dal palcoscenico lirico al cuore di un’inchiesta neonazista

Il tenore di Ostuni, ex sostenitore della sinistra radicale, è tra i 12 arrestati nell’operazione contro il gruppo suprematista “Werwolf Division”. Accusato di propaganda e associazione con finalità di terrorismo

Joe Fallisi: Un percorso tra arte e ideologia estremista

La figura di Joe Fallisi, tenore 76enne originario di Milano e residente a Ostuni, emerge in modo controverso nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Tra i dodici arrestati per appartenenza al gruppo neonazista “Werwolf Division”, Fallisi è accusato di associazione con finalità di terrorismo, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

Dagli ideali anarchici al suprematismo neonazista

Joe Fallisi non è un nome sconosciuto, almeno nell’ambito culturale e politico. Negli anni ’70, il tenore si distingueva come voce della protesta libertaria e anarchica. Una delle sue prime tracce è la canzone “La Ballata del Pinelli”, un omaggio al ferroviere anarchico morto in circostanze misteriose dopo la strage di Piazza Fontana.

Tuttavia, la traiettoria politica di Fallisi ha subìto nel tempo una radicale trasformazione. Da sostenitore della causa palestinese e critico dello stato di Israele, il suo percorso lo ha portato all’estrema destra, abbracciando posizioni antisemite e suprematiste.

In uno scritto, Fallisi descrive il fascismo e il nazionalsocialismo come “ultimi argini contro l’internazionale di Shylock”, una dichiarazione che riflette apertamente il suo accanito antisemitismo.

La “Werwolf Division” e il ruolo di Fallisi

Secondo gli inquirenti, Fallisi era un elemento di spicco del gruppo neonazista “Werwolf Division”, ribattezzato poi “Divisione Nuova Alba”. Gli investigatori lo identificano come amministratore di un canale Telegram utilizzato per diffondere materiale di propaganda, reclutare adepti e organizzare azioni eversive.

La “Werwolf Division” è descritta come una cellula suprematista neonazista ispirata ai modelli dei “lupi solitari” suprematisti e jihadisti. Il gruppo mirava alla sovversione dell’ordine democratico italiano attraverso propaganda, addestramento e pianificazione di azioni violente.

Tra i progetti discussi all’interno della rete, figura anche un presunto piano per attentare alla vita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con sopralluoghi e ipotesi di attacco documentate dagli investigatori.

Una carriera segnata da contraddizioni

Fallisi è un personaggio complesso, con un curriculum che include:

  • Studi al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e laurea in filosofia all’Università di Genova.
  • Esperienze artistiche poliedriche, dalla musica lirica al teatro e al cinema.
  • Partecipazioni a progetti umanitari, come la spedizione diretta a Gaza nel 2010.

La sua evoluzione politica, tuttavia, segna una netta cesura con i valori iniziali, sfociando in un percorso che lo ha portato a sostenere ideologie estremiste e a finire sotto la lente degli inquirenti.

Le accuse e il futuro processuale

Ora detenuto nel carcere di Brindisi, Fallisi è difeso dall’avvocato Angelo Cerasino. Il tenore, insieme agli altri membri del gruppo, è accusato di:

  • Associazione con finalità di terrorismo.
  • Propaganda e istigazione all’odio razziale.
  • Detenzione di armi e progettazione di attentati.

Le indagini, basate su intercettazioni, analisi di gruppi Telegram e testimonianze, delineano un quadro preoccupante di coinvolgimento attivo in un’organizzazione eversiva.

Un caso che solleva interrogativi

La parabola di Joe Fallisi, da artista impegnato a figura controversa del suprematismo neonazista, è uno specchio di contraddizioni e derive estreme. Il caso mette in luce l’importanza di vigilare sui fenomeni di radicalizzazione e sulla pericolosità della propaganda ideologica, capace di trasformare personaggi insospettabili in protagonisti di scenari inquietanti.

Il processo determinerà le responsabilità penali di Fallisi, ma la sua vicenda resta un monito sulla complessità delle dinamiche sociali e culturali che alimentano movimenti estremisti nel nostro tempo.

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