Iniziati ieri i lavori di restyling della stazione ferroviaria: un intervento da 38 milioni di euro per migliorare accessibilità e funzionalità. Ferrante (Mit): «Segnale concreto per l’inversione di rotta attesa da troppo tempo»
Ieri, 10 dicembre 2024, sono ufficialmente iniziati i lavori di riqualificazione della Stazione Ferroviaria di Taranto, un progetto ambizioso che rappresenta una svolta per il capoluogo ionico. Il restyling, curato da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), si inserisce in un piano da 38 milioni di euro, di cui 20 milioni finanziati attraverso i fondi PNRR, destinati al miglioramento delle stazioni ferroviarie del Sud Italia.
L’obiettivo del progetto è duplice: migliorare la funzionalità e l’accessibilità della stazione, garantendo un’esperienza migliore per viaggiatori e turisti, e creare un’infrastruttura moderna che sia simbolo del rilancio della città.
Il programma prevede il restyling del fabbricato viaggiatori, con una riqualificazione architettonica e funzionale, la costruzione di un nuovo parcheggio di interscambio che collegherà la stazione all’area Croce, e la ristrutturazione del piazzale antistante. I lavori relativi al fabbricato viaggiatori dovrebbero concludersi entro il 2026, mentre il completamento dell’intero progetto è atteso per il 2028.
A celebrare l’avvio dei lavori è stato il consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio (PD), che ha sottolineato l’importanza di questa trasformazione per Taranto: «La stazione è il biglietto da visita di una città. Dopo anni di abbandono, finalmente possiamo parlare di un intervento concreto che segna una nuova fase per il territorio. I disagi temporanei saranno un sacrificio necessario per garantire un futuro migliore.»
Anche il Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Tullio Ferrante, ha evidenziato il valore strategico di questo progetto: «La consegna dei lavori dimostra la serietà del Governo e del Mit nel mantenere gli impegni presi. Taranto è un perno della rete infrastrutturale del Mezzogiorno, e con questi interventi vogliamo investire sulla sua crescita. Oltre ai 38 milioni per la stazione centrale, sono stati stanziati ulteriori 34 milioni di euro per la realizzazione della stazione di Taranto Nasisi, un progetto che amplierà l’accessibilità ferroviaria.”
Ferrante ha anche sottolineato il ruolo delle collaborazioni istituzionali nella realizzazione di questo progetto: «Gli incontri promossi al Mit e le interlocuzioni con i vertici di RFI e i rappresentanti del territorio, come il deputato Vito De Palma, sono stati determinanti per dare concretezza a questi traguardi. Potenziare la rete infrastrutturale del Sud significa offrire a realtà come Taranto nuovi binari di sviluppo e crescita.»
Negli ultimi anni, la stazione ferroviaria di Taranto ha subito un progressivo degrado, diventando simbolo di una città trascurata. La mancanza di servizi essenziali, come un bar o un distributore automatico, ha rappresentato un disagio significativo per i viaggiatori. Con l’avvio dei lavori e l’apertura del nuovo bar ristoro, si inaugura un capitolo di rinnovamento che punta a riportare la stazione al centro della vita cittadina.
«Questa volta i disagi che i cittadini e i turisti dovranno affrontare saranno funzionali a un miglioramento tangibile,» ha dichiarato Di Gregorio, che ha ricordato le sue azioni per sensibilizzare sul degrado della stazione, come la distribuzione di bottigliette d’acqua ai viaggiatori durante i periodi di mancanza di servizi. «Continuerò a vigilare sull’avanzamento dei lavori e a battermi per il potenziamento dei collegamenti ferroviari da e per Taranto.»
Con l’avvio dei lavori ieri, la Stazione di Taranto diventa simbolo del più ampio piano di investimenti infrastrutturali del Mezzogiorno. Attraverso il miglioramento della rete ferroviaria e l’ottimizzazione dei servizi, si mira a creare una città più connessa, moderna e attrattiva per residenti e turisti.
L’inizio di questo progetto segna una nuova fase per il capoluogo ionico, che guarda al futuro con speranza e determinazione, pronta a riscoprire la sua centralità nel panorama infrastrutturale del Sud Italia.








