La direzione della ASL di Brindisi smentisce categoricamente le accuse di declassamento del reparto a unità semplice, parlando di una riorganizzazione per ottimizzare le risorse. Tuttavia, le opposizioni politiche denunciano un colpo all’eccellenza sanitaria del territorio e chiedono chiarimenti alla Regione Puglia
È polemica sulla riorganizzazione del Centro Grandi Ustionati dell’ospedale “Perrino” di Brindisi. Secondo quanto riportato da alcune forze politiche e organi di stampa, il reparto sarebbe stato declassato da unità operativa complessa a unità semplice, con un accorpamento al reparto di Chirurgia Plastica. La decisione, ufficializzata dalla delibera n. 1 dell’8 gennaio firmata dal direttore generale della ASL di Brindisi, Maurizio De Nuccio, ha sollevato un’ondata di critiche da parte delle opposizioni, che parlano di un duro colpo alla sanità regionale.
Tuttavia, la direzione della ASL ha smentito categoricamente l’ipotesi di declassamento, definendo l’operazione una semplice riorganizzazione strutturale. «Il Centro Ustioni resta un’unità operativa semplice all’interno della nuova Unità complessa “Chirurgia Plastica e Centro Grandi Ustionati” – spiega la direzione strategica –. Questo modello è già adottato in altre grandi strutture italiane ed è finalizzato a ottimizzare le risorse, garantendo continuità assistenziale e rendendo la sede di Brindisi più attrattiva per i professionisti».
Nonostante le rassicurazioni, le critiche delle opposizioni non si sono fatte attendere. I consiglieri regionali di Forza Italia, guidati da Paride Mazzotta, hanno definito la decisione «un’altra ferita alla sanità pugliese, che continua a spegnersi sotto la gestione Emiliano. La carenza di personale è diventata il pretesto per chiudere o ridimensionare reparti fondamentali, togliendo ai cittadini servizi essenziali».
Anche Luigi Caroli, consigliere regionale e presidente provinciale di Fratelli d’Italia, ha espresso dure critiche: «Il Centro Grandi Ustionati era un’eccellenza e un punto di riferimento per tutto il Mezzogiorno. Declassarlo significa privare Brindisi di uno dei reparti più prestigiosi, con il rischio di allontanare operatori sanitari qualificati».
Caroli ha inoltre annunciato un’ispezione presso la ASL e chiesto chiarimenti immediati all’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Piemontese. «La Regione era al corrente di questa decisione? Perché la ASL agisce autonomamente senza un’indicazione chiara? Serve trasparenza su una scelta che rischia di impoverire ulteriormente la sanità brindisina».
La questione è destinata a rimanere al centro del dibattito politico nelle prossime settimane, con il rischio di alimentare ulteriormente il malcontento dei cittadini e dei lavoratori sanitari di un territorio che da anni chiede un rafforzamento dei servizi essenziali.








