Taranto: Dissalatore sul fiume Tara, un progetto strategico tra opposizioni locali e dubbi sull’impatto ambientale

Il Comune e la Provincia di Taranto ribadiscono la contrarietà alla realizzazione dell’opera, chiedendo alternative sostenibili. Intanto, in V Commissione si discute sulla necessità di coinvolgere tutte le parti interessate

Taranto, il progetto per la realizzazione di un dissalatore sul fiume Tara, destinato a potabilizzare le acque salmastre e fronteggiare la crisi idrica, continua a dividere opinione pubblica, istituzioni locali e Regione Puglia. Durante l’audizione tenutasi nella V Commissione regionale, sono emerse criticità legate all’impatto ambientale, alla sostenibilità energetica e alla mancata valutazione di siti alternativi.

Le posizioni contrarie di Comune e Provincia di Taranto

Il Comune e la Provincia di Taranto, rappresentati rispettivamente dall’assessora all’Ambiente Stefania Fornaro e dal consigliere Adriano Tribbia, hanno ribadito la propria ferma opposizione all’opera. «Il fiume Tara è una risorsa naturalistica inestimabile e habitat di interesse comunitario. Non possiamo permettere che venga compromesso per un’opera che, pur necessaria, deve essere collocata altrove», ha dichiarato Fornaro, annunciando una diffida nei confronti della Regione per chiarire l’assenza di valutazioni su siti alternativi.

Le preoccupazioni degli ambientalisti

Le associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente Taranto, hanno sottolineato la contraddizione intrinseca del progetto: risolvere la crisi idrica attraverso impianti altamente energivori e responsabili di emissioni significative di CO2. «Il dissalatore del Tara consumerà circa 30 milioni di kWh all’anno, pari al fabbisogno energetico di 40mila persone, con una copertura da fonti rinnovabili limitata al 4%», ha affermato Saverio Carlucci di Legambiente.

La posizione di Acquedotto Pugliese

Il direttore industriale di AQP, Antonio Di Leo, ha difeso il progetto, spiegando che il dissalatore rientra nella pianificazione 2020-2045 e rappresenta una soluzione necessaria per la crescente carenza idrica. «L’impianto servirà 385mila abitanti, garantendo sempre il deflusso vitale minimo del fiume, calcolato in due metri cubi al secondo. Gli investimenti per migliorare le reti idriche sono in corso, ma non possono sostituire l’urgenza di nuovi approvvigionamenti», ha dichiarato Di Leo.

La richiesta di un maggiore coinvolgimento

Durante i lavori della V Commissione, il consigliere regionale Vincenzo Di Gregorio (PD) ha sottolineato la necessità di condividere tali decisioni strategiche con i territori, bilanciando la lotta alla crisi idrica con la salvaguardia ambientale.

Contestualmente, il consigliere Renato Scalera ha chiesto il coinvolgimento del mondo agricolo e del Commissario del Consorzio Unico Centro Sud Puglia nelle future discussioni, evidenziando l’importanza dell’acqua per il settore primario.

Prossimi sviluppi

Il Comune di Taranto ha annunciato la convocazione di un consiglio comunale monotematico per valutare un possibile ricorso al TAR contro il progetto, mentre la V Commissione aggiornerà i lavori per ascoltare ulteriori pareri tecnici e di categoria.

La realizzazione del dissalatore del Tara resta un tema cruciale, dove la ricerca di soluzioni innovative dovrà confrontarsi con la tutela ambientale e il coinvolgimento delle comunità locali, per garantire un equilibrio tra sviluppo sostenibile e bisogni strategici.

  • bonuspertutti

Ultime Notizie

NOTIZIE CORRELATE