Dal dolore alla rinascita: l’ex Fibronit diventa un simbolo di sostenibilità, memoria e comunità con un parco multifunzionale da 14 ettari che coniuga natura, aggregazione e resilienza urbana
Ieri mattina è stato presentato il progetto definitivo del Parco della Rinascita, un’opera di rigenerazione urbana e ambientale che trasformerà l’area dell’ex Fibronit di Bari, nota come “fabbrica della morte” a causa delle numerose vittime di mesotelioma pleurico dovute all’amianto. Il progetto è stato illustrato dal sindaco Vito Leccese, accompagnato dal responsabile della progettazione Michele Fuzio e dal presidente del comitato cittadino Fibronit Nicola Brescia, alla presenza di autorità regionali e comunali, oltre che dei rappresentanti delle imprese appaltatrici.
Un nuovo volto per un’area simbolo della lotta ecologista
Il Parco della Rinascita sorgerà su un’area di 146.850 mq tra via Caldarola e viale Magna Grecia, connettendo tre quartieri: Japigia, Madonnella e San Pasquale. Questo spazio non sarà solo un luogo di svago e natura, ma anche un esempio tangibile di come memoria, partecipazione attiva e visione ecologica possano trasformare un territorio segnato dalla sofferenza.
Il sindaco Leccese ha descritto il progetto come «il più importante intervento di rigenerazione urbana mai realizzato a Bari, non solo per la sua dimensione, ma per il suo significato simbolico». Il progetto rappresenta il culmine di un lungo percorso iniziato con l’istituzione del sito come Sito di Interesse Nazionale (SIN), proseguito con le bonifiche e il coinvolgimento della cittadinanza attraverso percorsi partecipativi.
I dettagli del progetto: tra natura, socialità e sostenibilità
Il progetto definitivo, redatto dal team di progettazione incaricato, ha raccolto e reinterpretato i desiderata dei cittadini attraverso un processo partecipativo avviato con il Comitato ex Fibronit. Il risultato è un masterplan che punta a creare un sistema paesaggistico e funzionale in grado di coniugare natura, socialità e memoria.
1. Rinaturalizzazione e biodiversità
La strategia paesaggistica prevede la piantumazione di:
- 1.300 alberi, tra cui 451 ad “effetto immediato” per garantire ombreggiamento;
- 51.861 arbusti e 71.046 tappezzanti, per creare diverse gerarchie vegetali;
- 8.374 erbacee e 1.810 rampicanti, che arricchiranno la biodiversità del sito.
L’area sarà caratterizzata da foreste urbane, prati ornamentali e rustici, giardini aridi e una collezione botanica di specie mediterranee. Questa progettazione permetterà di assorbire fino a 700 tonnellate di CO₂ all’anno, contribuendo significativamente alla lotta al cambiamento climatico.
2. Spazi multifunzionali per la comunità
Il parco sarà strutturato per favorire l’aggregazione sociale e la fruibilità, con la creazione di:
- Aree gioco per bambini, studiate per diverse fasce d’età;
- Spazi sportivi, tra cui campi da basket, un bocciodromo e percorsi vita;
- Luoghi di cultura e memoria, come l’anfiteatro Maria Maugeri, cuore simbolico del parco;
- Piazze tematiche, tra cui la Piazza Yin e Yang e la Piazza d’Acqua, ideate per momenti di relax e socialità.
3. Memoria e educazione ambientale
L’ex Fibronit non sarà solo un luogo di rinascita ambientale, ma anche un simbolo di memoria storica e di educazione. Il Municipio ha proposto la creazione di percorsi didattici che raccontino le battaglie ecologiste e la storia della lotta contro l’amianto. L’obiettivo è sensibilizzare le future generazioni sul valore della tutela ambientale.
4. Infrastrutture e tecnologia
Per garantire una fruizione sicura e moderna, il parco sarà dotato di:
- Sistemi di illuminazione ecosostenibili;
- Videosorveglianza e Wi-Fi, per garantire sicurezza e connettività;
- Impianti irrigui innovativi, tra cui subirrigazione e irrigazione a goccia, progettati per minimizzare il consumo d’acqua.
Un percorso di rinascita collettiva
Durante la presentazione, l’assessora regionale all’Ambiente Serena Triggiani ha sottolineato il valore simbolico del progetto, frutto di decenni di lotte civili. «Questo parco è il riscatto di una comunità che ha scelto di non arrendersi. La Regione Puglia ha sostenuto il percorso di bonifica e continuerà a lavorare per il completamento delle opere nelle aree limitrofe, come le zone denominate Grimaldi e Carrozzeria 2, che saranno integrate nel progetto futuro».
Il presidente del comitato Fibronit, Nicola Brescia, ha ringraziato la stampa, le amministrazioni comunali e regionali, e le figure storiche della battaglia ecologista. In particolare, ha ricordato Maria Maugeri, definendola «sentinella della salute pubblica e della tutela ambientale».
Impatto sul futuro di Bari
Con un costo complessivo di 16 milioni di euro, finanziato da fondi regionali e PNRR, il Parco della Rinascita si inserisce nel piano strategico di rigenerazione urbana del Comune di Bari, volto a incrementare le aree verdi e a migliorare la qualità della vita. La conclusione dei lavori, prevista per marzo 2026, segnerà l’inizio di una nuova era per il quartiere Japigia e per tutta la città, rafforzando il senso di appartenenza e la resilienza di una comunità che ha saputo trasformare le ferite del passato in un’opportunità per il futuro.
Bari si prepara così a diventare un modello di sostenibilità e partecipazione civica, dimostrando che una città può rinascere dalla memoria e dalla volontà collettiva, trasformando i luoghi del dolore in spazi di vita e speranza.








