Il Presidente della Repubblica celebra l’ateneo salentino, simbolo di meridionalismo lungimirante, e sottolinea l’importanza della centralità della persona, del dialogo e del rispetto reciproco in un mondo in rapida trasformazione
La celebrazione dei 70 anni dell’Università del Salento, nata nel 1955 come Università degli Studi di Lecce, è stata arricchita dalla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L’evento, che si è tenuto nel centro congressi Ecotekne, ha segnato l’inaugurazione del nuovo anno accademico, un momento solenne per riflettere sul ruolo dell’istruzione e della cultura come pilastri dello sviluppo sociale ed economico.
Mattarella, accolto calorosamente da autorità civili, militari e religiose, tra cui il rettore Fabio Pollice, la sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone, la presidente del consiglio regionale Loredana Capone e il vicepresidente della Giunta regionale Raffaele Piemontese, ha sottolineato il valore della cultura come strumento per trovare nuovi equilibri in una società che cambia al ritmo delle innovazioni tecnologiche. «È necessario richiamare la centralità della persona, i suoi diritti e la sua libertà, che rappresentano il perno della civiltà europea, basata sul dialogo, il rispetto reciproco e il confronto», ha dichiarato il Capo dello Stato.

L’importanza di un meridionalismo lungimirante
Mattarella ha definito la fondazione dell’Università del Salento un esempio di «meridionalismo adulto», ricordando come negli anni ’50 l’Italia, pur alle prese con le devastazioni della guerra, decise di investire nella cultura. L’ateneo, secondo il Presidente, non è stato solo un centro di formazione, ma anche un motore di sviluppo per il territorio, capace di unire crescita sociale ed economica in un’unica visione.
Un messaggio di pace e giustizia sociale
Durante la cerimonia, il presidente del consiglio degli studenti, Enrico Greco, ha portato un toccante intervento incentrato sulle urgenze sociali e geopolitiche. Greco ha denunciato la crisi del diritto allo studio, aggravata dal caro affitti e dal progressivo definanziamento delle università, e ha espresso solidarietà per il popolo palestinese, criticando le politiche di sicurezza che reprimono il dissenso studentesco. «Mai come oggi la pace è un’urgenza irrinunciabile», ha dichiarato.
Anche il personale tecnico e amministrativo, rappresentato da Danilo Migoni, ha chiesto al Presidente di farsi garante di un patto tra università e società, ribadendo la necessità di cooperazione tra gli atenei e di un rilancio degli investimenti per garantire dignità e qualità nel sistema universitario.
Il valore dell’istruzione e l’omaggio a Codacci Pisanelli
Il rettore Pollice ha ribadito l’importanza di investire nel sistema universitario, definendo l’istruzione «la difesa più efficace della democrazia». Ha inoltre ricordato il fondatore dell’ateneo, Giuseppe Codacci Pisanelli, la cui visione ha trasformato il Salento in un polo di eccellenza accademica. A questo proposito, il consigliere regionale Paolo Pagliaro ha rinnovato l’appello a intitolare l’Università del Salento al suo fondatore, come segno di gratitudine per la sua lungimiranza.
Un anniversario per guardare al futuro
La cerimonia si è conclusa con una lectio magistralis di Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto Treccani e presidente della Fondazione Notte della Taranta, che ha sottolineato l’importanza di “formare menti interrogative” capaci di affrontare le sfide del cambiamento climatico e delle crisi geopolitiche.
Con l’inaugurazione del nuovo anno accademico, l’Università del Salento celebra il suo passato, ma soprattutto guarda al futuro, come centro di eccellenza che unisce tradizione e innovazione, in uno spirito di servizio verso il territorio e la comunità.








