La consigliera Giusy Resta denuncia offese durante il suo intervento. Il consigliere si difende: «Era un’imprecazione privata». L’opposizione chiede un passo indietro, il sindaco Palmisano invita a riportare il dibattito nei canoni del rispetto
A Ceglie Messapica esplode la polemica dopo le frasi pronunciate durante l’ultima seduta del Consiglio comunale. La consigliera di opposizione Giusy Resta ha denunciato pubblicamente un episodio di linguaggio sessista e volgare avvenuto nel corso del suo intervento, sollecitando una presa di posizione da parte della società civile e delle istituzioni locali.
Al centro della bufera il consigliere Domenico Lacala, accusato di aver espresso un’imprecazione volgare e un commento offensivo, ritenuto dai presenti chiaramente rivolto nei confronti di una donna. In un video diffuso dalla consigliera Resta si sente distintamente un’espressione in dialetto che include un «quanto sei brutta» seguito da una bestemmia.
Lacala, in una nota ufficiale, ha provato a chiarire la sua posizione: «La mia esclamazione riguardava una foto ricevuta privatamente e non aveva alcun legame con i lavori del Consiglio. Mi scuso per l’equivoco e ribadisco che chi mi conosce sa bene che non è mia abitudine esprimermi in quei termini, né in pubblico né in privato, nei confronti di una donna».
Tuttavia, nella stessa nota, l’ex assessore non ha specificato se l’imprecazione fosse effettivamente rivolta a una donna, ammettendo solo che non aveva a che fare con la discussione in corso.
Opposizione compatta: «Lacala non è più idoneo al ruolo»
Di fronte a questa spiegazione, Resta, insieme ai colleghi consiglieri di opposizione Isabella Vitale, Giuseppe Argentiero, Giovanni Gianfreda, Pasquale Santoro e Piero Piccoli, ha chiesto le dimissioni immediate di Lacala, sostenendo che il suo comportamento non sia più consono a ricoprire un incarico istituzionale.
La consigliera ha inoltre dichiarato di essersi rivolta all’avvocato Gianvito Lillo per valutare eventuali azioni legali, sottolineando che un linguaggio del genere è inaccettabile in qualsiasi contesto, pubblico o privato, e nei confronti di chiunque, indipendentemente dal genere.
Il silenzio della maggioranza e l’intervento del sindaco Palmisano
L’opposizione si aspettava una presa di posizione netta da parte del sindaco Angelo Palmisano e della maggioranza di governo del Consiglio comunale, con una richiesta pubblica di dimissioni per Lacala. Non è arrivata.
Il primo cittadino ha comunque voluto esprimersi sull’accaduto, ammettendo che in Consiglio i toni spesso si accendono e che sarebbe necessario riportare il dibattito politico all’interno di canoni di rispetto e civiltà. «Se fosse inconfutabile il riferimento alla consigliera Resta, non esiterei a schierarmi dalla sua parte» ha dichiarato Palmisano, aggiungendo però di non avere elementi per escludere la versione fornita da Lacala.
Nel suo intervento, Palmisano ha condannato le polemiche esplose sui social, dove si sono moltiplicati attacchi e commenti violenti anche nei confronti di consiglieri non direttamente coinvolti nell’episodio. «Chiedo scusa per primo alla città e alla consigliera Resta per la situazione in cui si è trovata coinvolta» ha concluso il sindaco, auspicando un ritorno a un confronto politico più rispettoso.
Un caso destinato a lasciare il segno
La vicenda ha acceso un acceso dibattito sull’opportunità di tollerare determinate espressioni in un contesto istituzionale. La richiesta di dimissioni avanzata dall’opposizione rappresenta un chiaro segnale di condanna, mentre il mancato intervento della maggioranza solleva interrogativi sull’atteggiamento della politica locale di fronte a episodi di sessismo e volgarità nelle istituzioni.
Nei prossimi giorni si capirà se il consigliere Lacala sceglierà di fare un passo indietro o se la polemica continuerà ad alimentarsi, con possibili sviluppi anche sul piano legale.








