Quasi 4.800 certificazioni emesse nel 2024 per garantire la qualità e la salubrità dei prodotti lattiero-caseari destinati all’export. Il trend di crescita è in aumento, con un incremento del 15% rispetto al 2023
Le eccellenze casearie pugliesi, tra cui mozzarelle e burrate, stanno sempre più conquistando i mercati internazionali, grazie all’attento lavoro dei Servizi Veterinari della ASL Bari. Il settore lattiero-caseario della Macroarea Sud, con sede a Putignano e diretta dal dr. Livio Germinario, ha registrato nel 2024 un aumento significativo delle certificazioni per l’export, raggiungendo quota 4.779, con un incremento del 15% rispetto all’anno precedente.
Il 18 febbraio 2025, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Medicina Veterinaria a Valenzano, si terrà un corso di formazione aziendale intitolato “Prodotti a base di latte: focus su problematiche, gestione in campo, normativa ed export”, curato dalla responsabile scientifica, la dott.ssa Teresa Manginelli. L’iniziativa punta a fornire agli operatori del settore le competenze necessarie per affrontare le sfide legate all’esportazione e al rispetto delle normative igienico-sanitarie.
Un settore in crescita
L’export dei prodotti lattiero-caseari pugliesi, come burrate, mozzarelle DOP di Gioia del Colle e altri formaggi a pasta filata, si conferma un motore economico essenziale per il territorio, che comprende comuni come Gioia del Colle, Putignano, Noci e Castellana Grotte. La produzione destinata all’estero cresce a un ritmo costante del 15% annuo, con un volume sempre maggiore destinato ai mercati nazionali, comunitari ed extracomunitari.
Il ruolo del SIAV B Area Sud
All’interno della ASL Bari, il Servizio Veterinario “B” Area Sud opera nell’ambito del Dipartimento di Prevenzione secondo un approccio One Health, che integra la salute umana, animale e ambientale. Il numero di certificazioni rilasciate testimonia l’impegno nel garantire elevati standard igienico-sanitari: dalle 4.174 certificazioni del 2023 alle 4.779 del 2024, con una prospettiva di ulteriore crescita nel 2025.
Controlli rigorosi e certificazioni per l’export
Per ogni esportazione viene effettuato un controllo approfondito che culmina con l’emissione del certificato sanitario. Molti paesi richiedono inoltre l’inserimento degli stabilimenti nelle loro liste sanitarie, un processo che richiede un’attenta gestione da parte dei Servizi Veterinari. Gli stabilimenti locali devono periodicamente rinnovare la loro registrazione presso le autorità sanitarie di diversi continenti per poter continuare a esportare.
Tra i prodotti più richiesti all’estero spicca la burrata, che ha conquistato mercati come Francia, Germania e Danimarca in Europa, oltre a Regno Unito, Canada, Australia, Cina, Stati Uniti, Medio Oriente e Sud-Est Asiatico. Un’innovazione promettente è rappresentata dalla burrata frozen, che, grazie al congelamento, consente una maggiore shelf-life e l’integrazione delle piccole aziende locali nel circuito dell’export.
Numeri e prospettive future
Il comparto lattiero-caseario pugliese vanta numerosi gruppi industriali e aziende artigianali impegnate nella lavorazione e commercializzazione dei prodotti, con un’occupazione diretta di almeno 2.000 persone, senza contare l’indotto legato agli allevamenti e alla produzione di alimenti per animali. Nel 2023, la produzione di latte ha superato le 200.000 tonnellate (fonte: Assolatte), generando un export di prodotti trasformati per un valore di circa 180 milioni di euro. Di questa quota, il 92% è destinato ai mercati europei, con una prevalenza dell’82% nei Paesi dell’Unione Europea.
Con un trend in continua ascesa, il settore lattiero-caseario pugliese si conferma un punto di forza dell’export agroalimentare italiano, trainato dall’eccellenza dei prodotti e dall’impegno costante dei Servizi Veterinari della ASL Bari nel garantire standard qualitativi elevati per i mercati internazionali.








