Ostuni: Gianvito D’Aversa e il presunto raggiro ai danni di madre e figlia, confermato il sequestro di 325mila euro

Il Tribunale del Riesame di Brindisi respinge l’istanza di annullamento del sequestro: l’ex dirigente di Rsa resta ai domiciliari con l’accusa di aver circuito due donne in stato di fragilità, ottenendo denaro e proprietà. Dodici le ipotesi di reato contestate


Resta sotto sequestro la somma di 325mila euro al centro di una delicata inchiesta che vede coinvolto Gianvito D’Aversa, 33enne ostunese, accusato di aver messo in atto un raggiro ai danni di una vedova ultra novantenne e della figlia nubile, entrambe in stato di fragilità psichica.

Il Tribunale del Riesame di Brindisi – presieduto da Vincenzo Scardia, con la relatrice Anna Guidone e il giudice a latere Adriano Zullo – ha respinto la richiesta di annullamento del sequestro preventivo, confermando integralmente quanto disposto dalla giudice per le indagini preliminari Vilma Gilli, su impulso della Guardia di Finanza e del commissariato di Ostuni.

D’Aversa, ex dirigente di una residenza sanitaria assistenziale (estranea ai fatti), è attualmente agli arresti domiciliari. Secondo l’accusa, nel 2020 avrebbe ottenuto la procura generale delle due donne e gestito il loro trasferimento nella Rsa. In seguito avrebbe ottenuto anche la nuda proprietà di un immobile, oltre alla consistente somma ora sotto sequestro.

Il pubblico ministero Giovanni Marino ha formulato dodici ipotesi di reato, tra cui circonvenzione d’incapace, appropriazione indebita, riciclaggio, furto e omissione di atti d’ufficio. Oltre a D’Aversa, risultano indagate altre due persone in stato di libertà.

Singolare l’origine del procedimento: tutto sarebbe partito da due esposti presentati dallo stesso D’Aversa contro i parenti delle donne. Esposti archiviati dalla Procura, che ha invece avviato un’indagine proprio sul 33enne. Interrogato lo scorso 4 marzo dalla gip, D’Aversa non avrebbe fornito elementi ritenuti sufficienti a giustificare la revoca della misura cautelare.

Eventuali responsabilità saranno accertate nel corso del processo, nel pieno rispetto del principio di presunzione d’innocenza.

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