Dalla generosità di Terlizzi al gemellaggio con Cesa, passando per le spettacolari luminarie in piazza del Ferrarese: la città si veste a festa per rendere omaggio al vescovo di Myra, simbolo di pace, accoglienza e tradizione religiosa
La città di Bari si prepara a vivere con intensa partecipazione i giorni dedicati alla Festa di San Nicola, il Santo Patrono che unisce spiritualmente comunità, territori e tradizioni. In vista della solenne ricorrenza, il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha voluto esprimere pubblicamente la propria gratitudine al Comune di Terlizzi e ai florovivaisti locali per la generosa donazione dei fiori che compongono l’allestimento floreale della Basilica nicolaiana. Un gesto, ha detto Leccese, che «conferma la bellezza della collaborazione tra i due Comuni, con i fiori di Terlizzi che, come ogni anno, impreziosiscono la nostra Basilica offrendo uno spettacolo incantevole ai fedeli».

Intanto, giovedì 8 maggio, un altro atteso momento illuminerà simbolicamente la città: l’accensione delle luminarie in piazza del Ferrarese. Realizzato dalla ditta Paulicelli con oltre 72mila lampadine LED e un colpo d’occhio scenografico, l’allestimento accoglierà la statua del Santo Patrono durante la tradizionale processione dopo lo sbarco al molo San Nicola. «Una festa di luci e colori che rende omaggio al nostro Patrono e che quest’anno – ha evidenziato Leccese – sarà resa ancora più suggestiva grazie anche al contributo della Nuova Fiera del Levante, che offrirà spettacoli pirotecnici per la città».

Il valore spirituale e culturale della figura di San Nicola si è ulteriormente rafforzato questa mattina con la sottoscrizione del gemellaggio tra Bari e Cesa, in provincia di Caserta. I due sindaci, Vito Leccese e Vincenzo Giuda, hanno firmato un patto che punta a sviluppare progetti condivisi in ambito culturale, scolastico e turistico. «San Nicola – ha detto Leccese – è il santo che crea ponti, che richiama alla pace e alla solidarietà. Il nostro gemellaggio con Cesa, città devota al Santo, rappresenta un ulteriore passo verso un’identità comunitaria che va oltre i confini geografici, fatta di valori condivisi e spiritualità autentica».
Una devozione, quella cesana, che affonda le radici nei secoli, come ha ricordato il sindaco Giuda, citando i pellegrinaggi dei cittadini lungo l’antica via nicolaiana. Un legame che oggi si rinnova e si rafforza, anche grazie alla condivisione di tradizioni locali e risorse enogastronomiche, come l’asprinio d’alberata e le grotte tufacee del territorio campano.
La Festa di San Nicola, infine, si arricchisce anche della riflessione dell’arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Giuseppe Satriano, che ha voluto ricordare come «San Nicola sia stato il primo e più illustre migrante». Nel suo messaggio, l’arcivescovo ha sottolineato l’urgenza di riconoscere dignità ai figli dei migranti nati in Italia, legando lo spirito nicolaiano a un appello all’accoglienza, all’inclusione e al rispetto dei diritti umani. «Una Bari che accoglie, che non ha paura della differenza, è una città davvero nicolaiana», ha concluso Satriano, ricordando anche l’intreccio simbolico tra la Festa della Traslazione e i giorni del Conclave in corso, invitando tutti a pregare per Papa Francesco e per il Papa che verrà.
Tra devozione, spettacolo e fraternità, Bari si conferma ancora una volta capitale di spiritualità, ponte tra culture e crocevia di valori profondamente umani.








