Il sacerdote calabrese lancia un appello pubblico dopo la scoperta di un falso profilo che, spacciandosi per lui, chiede schede telefoniche e denaro in cambio di preghiere: «Non fidatevi, denunciate subito!»
Ancora una volta la rete diventa strumento di raggiro, e stavolta nel mirino dei truffatori finisce Don Francesco Cristofaro, noto sacerdote calabrese e volto molto seguito anche sui social. Nei giorni scorsi, Don Francesco ha denunciato pubblicamente la creazione di un falso profilo Messenger a suo nome, utilizzato da ignoti per ingannare i fedeli.
«Filippo mi scrive che un falso messenger a mio nome gli chiede di andare in un negozio e comprare delle schede in cambio di preghiere. Ha la stessa foto della mia pagina ufficiale ma è un profilo falso. ATTENZIONE!!!», ha scritto il sacerdote in un post accorato pubblicato sui suoi canali ufficiali.
Una truffa tanto meschina quanto insidiosa, che sfrutta la fiducia che tanti ripongono nella figura di Don Francesco, noto per il suo impegno religioso e sociale. I malintenzionati si sono appropriati della sua immagine per chiedere beni e denaro in cambio di benedizioni e intenzioni di preghiera, colpendo le persone più fragili: malati, anziani, credenti in cerca di conforto spirituale.
Non è il primo episodio: sono stati segnalati altri raggiri simili. Una donna con una figlia malata è stata contattata per inviare denaro, mentre una suora ha versato dei soldi credendo di contribuire alla costruzione di un asilo. Truffe subdole, che fanno leva su dolore, fiducia e fede.
Don Francesco non ci sta e lancia un appello alla prudenza: «Diffidate da messaggi sospetti, anche se sembrano arrivare da me. Io non chiedo mai denaro né ricariche telefoniche. Segnalate subito alle autorità. Solo denunciando possiamo fermare questi criminali.»
In Puglia 24 esprime piena solidarietà a Don Francesco Cristofaro, vittima di un vile attacco alla sua reputazione e al suo ministero. È inaccettabile che persone prive di scrupoli si accaniscano contro i più deboli, sfruttando il volto e le parole di chi ogni giorno lavora per il bene degli altri.
Invitiamo tutti a non abbassare la guardia: se ricevete messaggi sospetti, non fidatevi e rivolgetevi subito alla polizia postale. Solo una rete di segnalazioni e consapevolezza può contrastare l’avanzare delle truffe digitali e tutelare le persone oneste da chi agisce nell’ombra.








