Bari, dieci anni di violenze alla moglie: braccialetto elettronico per un avvocato di 35 anni

Le violenze si sarebbero svolte all’interno delle mura domestiche, generando nella donna un costante stato di paura e ansia. In alcuni episodi, la vittima è stata costretta a ricorrere alle cure mediche a causa delle lesioni riportate

A Bari, un avvocato di 35 anni è stato sottoposto a una misura cautelare con braccialetto elettronico, accusato di maltrattamenti nei confronti della moglie. La donna ha raccontato di aver subito violenze fisiche e psicologiche per oltre dieci anni. Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura, dopo la denuncia della vittima.

Le indagini hanno rivelato che l’uomo aggrediva verbalmente e fisicamente la moglie in numerose occasioni, anche davanti ai figli minorenni della coppia. Le violenze si sarebbero svolte all’interno delle mura domestiche, generando nella donna un costante stato di paura e ansia. In alcuni episodi, la vittima è stata costretta a ricorrere alle cure mediche a causa delle lesioni riportate.

Il braccialetto elettronico, previsto dalla normativa italiana nei casi di violenza domestica, è stato applicato per garantire la protezione della donna e monitorare l’indagato a distanza. La misura cautelare impone inoltre il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima e obbliga l’aggressore a mantenere una distanza di sicurezza.

Il caso ha suscitato un’ampia attenzione nella comunità barese, mettendo in luce l’importanza di denunciare qualsiasi forma di violenza domestica e di sostenere le vittime. Le autorità locali hanno sottolineato il loro impegno nel contrastare la violenza di genere e nel garantire la sicurezza delle persone coinvolte.

Questo episodio evidenzia come le misure legali possano intervenire per proteggere le vittime e cercare di interrompere il ciclo di violenza che, troppo spesso, si perpetua nel tempo. Sebbene il braccialetto elettronico non rappresenti una soluzione definitiva, è uno strumento utile per monitorare e tutelare le persone vulnerabili.

Le indagini sono ancora in corso, e potrebbero emergere ulteriori sviluppi. Nel frattempo, le autorità invitano chiunque sia a conoscenza di situazioni simili a rivolgersi alle forze dell’ordine o ai centri antiviolenza per ricevere il necessario supporto.

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