Dai vicoli bui della città alle pagine di romanzi intensi e autentici: con “Un Uomo di strada”, l’autore napoletano firma un’opera di riscatto umano e sociale, mentre prepara un nuovo racconto simbolico ambientato nella città verticale di Positano
Vincenzo Di Giorgio è uno di quegli autori che scrive come vive: con sincerità, passione e un fortissimo legame con le proprie radici. Nato nel 1973 e residente a Napoli, è conosciuto come “lo scrittore del popolo”, capace di raccontare l’anima più autentica della città partenopea, tra difficoltà quotidiane e lampi di bellezza.
Dopo un esordio su carta con Taxi 081 – ‘O Vangel e Napule (Arduino Sacco Editore), Di Giorgio ha conquistato una solida fanbase anche su Wattpad, dove ha pubblicato diversi titoli ricevendo premi e riconoscimenti. Tra questi, spiccano Can-Zao, insignito della “Medaglina”, Il Tavolo Magico (Francesco Tozzuolo Editore), Il Villaggio del Caos e Il Magico Taxi 081, entrambi in self-publishing. È stato anche finalista in un concorso poetico promosso da Aletti Editore.
La sua ultima opera, “Un Uomo di strada”, pubblicata con Aletheia Editore il 17 marzo 2025, è un racconto ambientato nei quartieri popolari di Napoli, dove il cielo si intravede “a quadrati” tra i vicoli, ma il sole non rinuncia a mandare raggi di speranza. Il protagonista, Giulio, è il simbolo di un’umanità ferita ma ancora capace di rialzarsi, di lottare, di scegliere la via della legalità e della fiducia in sé stessi. L’opera si muove tra luci e ombre, raccontando una Napoli che viene spesso dipinta solo per i suoi problemi, ma che custodisce onestà, saggezza e dignità tra la sua gente.
Parallelamente alla scrittura, Di Giorgio è un lettore assiduo: ama perdersi tra i volumi della Biblioteca Nazionale di Napoli. Nutre anche una grande passione per il cinema, considerato uno strumento potente, capace di cambiare la vita, soprattutto quando ispirato da storie vere.
Ma Vincenzo Di Giorgio guarda già al futuro: il suo prossimo progetto narrativo è ambientato nella città verticale di Positano e ha per protagonista un gatto randagio di nome Vesuviello. Un personaggio metaforico, capace di adattarsi alla complessità della realtà urbana, amato dai bambini, custode silenzioso di un mondo fatto di resistenza e poesia. Una nuova favola moderna per parlare, ancora una volta, agli ultimi, ai deboli, ai coraggiosi.
Con uno stile diretto, immediato e viscerale, Di Giorgio continua a raccontare una Napoli che non è solo cronaca nera, ma un universo umano da riscoprire, da comprendere e da amare.








