Calimera, nei giorni del ricordo di Antonio Montinaro, comparse scritte mafiose sui muri della città

Ferma e immediata la risposta del sindaco Gianluca Tommasi: «L’Amministrazione Comunale di Calimera condanna duramente l’atto di vigliaccheria consumatosi questa notte nelle nostre strade»

La città di Calimera celebra il concittadino Antonio Montinaro, poliziotto caposcorta del giudice Giovanni Falcone, che perse la vita proprio nella strage di Capaci il 23 maggio 1992 e negli stessi giorni di memoria e ricordo, deve fare i conti con la barbarie di alcune scritte inneggianti alla criminalità.

Calimera foto della scritta mafia 2
Calimera scritta mafia

Nello specifico, questa notte, sono comparse sui muri della città, delle scritte “Antimafia tortura”, “Il carcere uccide”, “No al 41 Bis”.

Ferma e immediata la risposta del sindaco Gianluca Tommasi, che affida ad un post sui social, tutto il suo sdegno: «L’Amministrazione Comunale di Calimera condanna duramente l’atto di vigliaccheria consumatosi questa notte nelle nostre strade. È inammissibile che sui muri del nostro paese, della nostra scuola, appaiano delle scritte così gravemente offensive».

Calimera foto della scritta mafia 3
Calimera scritta mafia

Prosegue: «Invitiamo tutta la cittadinanza ad offrire la massima collaborazione alle forze dell’ordine per individuare rapidamente i colpevoli di questi atti. Questo atto, incivile e grave, è reso ancora più insopportabile dal momento in cui arriva, durante la settimana dedicata alla legalità, per onorare il nostro concittadino Antonio Montinaro. Calimera reagirà con la legalità e la civiltà di cui i suoi cittadini sono capaci».

Francesco Mandoi ex Magistrato, già Sostituito Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e attuale candidato del M5S alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale Puglia 09, sull’accaduto, dichiara: «In contemporanea con la presenza a Calimera dell’auto sulla quale viaggiava la scorta di Giovanni Falcone barbaramente massacrato dalla mafia, sui muri della cittadina sono apparse scritte contro l’applicazione del 41bis e l’invocazione al “liberi tutti”. Queste sono le storiche richieste della mafia alle quali deve necessariamente far fronte non un’indignazione di facciata ma la mobilitazione dell’intera società civile. Sollecito un esplicito impegno da tutte le forze politiche in questa campagna elettorale perché lo strumento del 41 bis, essenziale per il contrasto alle mafie, venga confermato senza stravolgimenti nel nostro ordinamento giuridico».

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