Funerali solenni per il brigadiere Carlo Legrottaglie, ucciso in servizio a Francavilla Fontana. Presenti il Presidente della Repubblica, ministri e autorità. In corso le indagini: sequestrata l’arma del delitto e un vero arsenale riconducibile a uno degli indagati
Si è svolta con commozione e partecipazione la cerimonia funebre del brigadiere capo Carlo Legrottaglie, il carabiniere 59enne ucciso l’11 giugno a Francavilla Fontana durante un conflitto a fuoco con due malviventi. Nella parrocchia Santa Maria Madre della Chiesa, gremita di cittadini e colleghi, è giunto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha abbracciato la moglie Eugenia e le due figlie gemelle quattordicenni del militare. Applausi e silenzio hanno accompagnato l’arrivo del feretro, avvolto dal tricolore, per un ultimo, solenne saluto a un uomo che, come ha ricordato monsignor Gian Franco Saba durante l’omelia, «ha dato tutto, fino all’ultimo, adempiendo al suo dovere con generosità e amore».

Accanto al capo dello Stato erano presenti anche i ministri Matteo Piantedosi, Guido Crosetto e Marina Calderone, il commissario europeo Raffaele Fitto, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, autorità militari e civili, e molti rappresentanti istituzionali, tra cui la sorella della premier, Arianna Meloni.

La dinamica e l’inchiesta
Il brigadiere Legrottaglie era intervenuto insieme a un collega dopo la segnalazione di una rapina a un distributore. Durante l’inseguimento, l’auto dei rapinatori si era fermata nelle campagne tra Grottaglie e Francavilla Fontana. I due criminali sono fuggiti a piedi: uno di loro, Michele Mastropietro, pregiudicato 59enne, ha aperto il fuoco contro Legrottaglie uccidendolo. Poco dopo è rimasto ucciso in uno scontro a fuoco con altri militari. L’altro, Camillo Gianattasio, incensurato 57enne, è stato arrestato e si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip.
Durante le perquisizioni presso la sua abitazione e il suo negozio di ferramenta, i carabinieri hanno scoperto un vero arsenale: sei armi da fuoco, munizioni di vario calibro, silenziatori artigianali, targhe, passamontagna e strumenti per modificare armi. L’arma usata per uccidere Legrottaglie, una Beretta 9×21 con matricola abrasa, è stata trovata e sequestrata.
Un addio che è promessa di memoria
Oggi Ostuni si è fermata per onorare un uomo che serviva lo Stato con dedizione. A pochi giorni dalla pensione, Carlo Legrottaglie ha perso la vita in un gesto di coraggio che resterà impresso nella memoria della comunità. Le sue figlie, la sua famiglia e l’intero Paese lo piangono, mentre le indagini proseguono per fare piena luce sulla rete criminale coinvolta. «Il male non trionferà», ha ricordato monsignor Saba. Ed è con questa speranza che Ostuni, e con lei l’Italia, ha detto addio al suo brigadiere.









