In Puglia la criminalità organizzata consolida la propria influenza economica infiltrando aziende, attività commerciali e società sportive: un fenomeno preoccupante che danneggia il tessuto produttivo locale, distorce la concorrenza e alimenta insicurezza sociale
del Generale CC. Dott. Enzo Greco, già Direttore Ufficio analisi e valutazione strategica della Presidenza del Consiglio dei Ministri – La criminalità organizzata, come evidenziato da diverse fonti investigative e giudiziarie, ha mostrato una crescente propensione a infiltrarsi nell’economia legale pugliese attraverso investimenti in aziende, esercizi commerciali e società sportive, incluse squadre di calcio locali.
Nel suo ultimo rapporto annuale, la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) evidenzia: «La criminalità pugliese, in particolare nelle aree di Foggia, Bari e del Salento, attua estorsioni, furti, rapine e danneggiamenti per esercitare il controllo del territorio e acquisire la proprietà di attività commerciali. Queste azioni mirano a imporre un “servizio di protezione” o a rilevare aziende appetibili per il riciclaggio di denaro. Le imprese legali, spesso vittime di queste dinamiche, subiscono una concorrenza sleale che ne compromette la sostenibilità economica».
Il calcio, in particolare, rappresenta un settore attraente per la criminalità organizzata, poiché offre visibilità, prestigio sociale e opportunità di riciclaggio. I club calcistici possono essere utilizzati per riciclare denaro sporco per mezzo di sponsorizzazioni fittizie, trasferimenti di giocatori o la gestione di attività collaterali come merchandising e ricavi da stadio. In Puglia, non ci sono casi specifici di club di alto profilo direttamente citati nei rapporti recenti, ma il modello di infiltrazione in società sportive è coerente con le dinamiche mafiose nazionali.
Tra le organizzazioni criminali coinvolte emergono la Sacra Corona Unita (SCU), operativa nel Salento e Alto Salento, storicamente infiltrata nel tessuto economico locale, con particolare attenzione al controllo di attività commerciali e al riciclaggio tramite imprese legali; la Società Foggiana, in quanto organizzazione criminale, ha mostrato un profilo marcatamente mafioso, con solidi legami con la ‘ndrangheta e la camorra. La gestione di aziende e attività commerciali è spesso finalizzata al riciclaggio e al controllo economico del territorio; la camorra barese e le altre realtà criminali locali a Bari e provincia, operano in modo meno strutturato ma con un forte impatto su Aziende (come è stato appurato dalle indagini anche di controllo pubblico) attività commerciali di contesto, utilizzando metodi come l’estorsione per imporre il controllo.
I meccanismi di infiltrazione si realizzano mediante il riciclaggio di denaro, ossia le organizzazioni criminali pugliesi investono capitali illeciti in attività legali, come ristoranti, bar, alberghi, negozi e, in alcuni casi, società sportive, per ripulire il denaro e integrarlo nell’economia legale. Questo processo è favorito dalla creazione di imprese apparentemente legittime gestite da prestanome; il controllo del territorio, attraverso estorsioni e intimidazioni, le organizzazioni mafiose acquisiscono il controllo di esercizi commerciali, costringendo i proprietari a collaborare oppure a cedere quote delle attività; le sponsorizzazioni e la gestione di società sportive, come nel calcio, laddove le consorterie mafiose possono finanziare club mediante sponsorizzazioni o acquisizioni dirette, sfruttando i flussi finanziari legati ai diritti televisivi, il merchandising o il trasferimento di giocatori.
L’impatto economico e sociale delle attività riconducibili alla criminalità organizzata produce un danno rilevante alle imprese legali in quanto le aziende sane subiscono una concorrenza sleale che le indebolisce, oltre a compromettere e quindi ridurre la fiducia degli investitori e il potenziale di crescita economica della regione. Nel contempo, inoltre, tali manifestazioni aumentano la percezione di insicurezza se si considera che nel 2024, il 26,6% delle famiglie italiane percepisce un rischio di criminalità nella loro zona, un dato in aumento rispetto al 23,3% del 2023. In Puglia, città come Bari e Foggia registrano tassi di criminalità significativi, con un impatto sulla qualità della vita e sull’attrattività economica.
La criminalità pugliese si è dimostrata abile nell’adattarsi alle dinamiche economiche, sfruttando settori come il commercio e lo sport per massimizzare i profitti e consolidare il potere. La frammentazione delle organizzazioni criminali pugliesi (SCU, Società Foggiana, Camorra barese) consente una certa flessibilità, ma anche una minore coesione rispetto ad altre mafie italiane come Cosa Nostra o ‘ndrangheta.
La capacità di infiltrarsi in settori come il calcio dipende dalla disponibilità di capitali illeciti e dalla possibilità di sfruttare prestanome e/o professionisti compiacenti (es. commercialisti, avvocati). Tuttavia, i club di calcio locali pugliesi, spesso di categorie inferiori, offrono opportunità limitate rispetto ai grandi club nazionali.
Va comunque ancora una volta affermato con forza che l’infiltrazione mafiosa distorce il mercato, scoraggia gli investimenti esteri e impoverisce il tessuto economico. Le imprese legali sono particolarmente vulnerabili a causa della pressione estorsiva e dalla difficoltà di competere con attività mafiose che operano con capitali illeciti.
I club sportivi, in particolare le squadre di calcio di livello locale, sono vulnerabili a causa della gestione spesso poco strutturata e della dipendenza da finanziamenti esterni. La mancanza di trasparenza nella governance di alcuni club facilita l’ingresso di capitali illeciti.
Le autorità italiane, attraverso le forze di polizia investigative e territoriali, monitorano attivamente le attività della criminalità organizzata pugliese pur tuttavia, la complessità delle reti mafiose e l’uso di prestanome possono rendere difficile -ma non impossibile- tracciare i flussi finanziari.
Nel calcio, le normative antiriciclaggio e i controlli della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) sono stati rafforzati, ma i club di categorie inferiori molto spesso sfuggono ai controlli rigorosi, lasciando spazio a infiltrazioni.
In tale quadro, appare evidente e necessario investire in sistemi di sicurezza avanzati per le imprese e rafforzare i controlli finanziari nei club sportivi. Tutto ciò potrebbe ridurre le opportunità di infiltrazione mafiosa e, nel contempo, aumentare la consapevolezza tra imprenditori e dirigenti sportivi sui rischi delle infiltrazioni mafiose che è evidente essere cruciale per proteggere l’economia locale e l’integrità dello sport.
Una maggiore cooperazione tra istituzioni, forze di polizia (con un impegno maggiore di quelle deputate ad esercitare i controlli finanziari) e associazioni di categoria può aiutare a contrastare il fenomeno, promuovendo al contempo un’economia più trasparente.
In conclusione, la criminalità organizzata pugliese ha dimostrato una capacità significativa di infiltrarsi in aziende, esercizi commerciali e, in misura minore, società sportive, sfruttando queste realtà per il riciclaggio di denaro ed il controllo del territorio. Sebbene il calcio locale offra opportunità limitate rispetto ad altri settori, rimane un obiettivo attraente per la sua visibilità e i flussi finanziari associati. Per contrastare questo fenomeno, è essenziale rafforzare i controlli antiriciclaggio, promuovere la trasparenza nella gestione delle imprese e dei club sportivi, e sensibilizzare la comunità locale sui rischi della criminalità organizzata.








