L’INTERVISTA – Pino Lagalle, «Con il Premio Vigna d’Argento, celebro le tradizioni e la nostra identità musicale»

Durante l’evento, viene consegnato il Premio a quelle personalità appartenenti a diversi settori, accumunati dall’obiettivo di mettersi al servizio delle comunità

di ROSSELLA TANGORRA – Si è conclusa a Roma nella Sala Capitolare del Senato, l’edizione 2022 del Premio Vigna d’Argento, organizzata dall’associazione salentina “Città della Musica”, presieduta da Pino Lagalle.

Dopo aver fatto tappa a Milano a maggio scorso e a Lecce a giugno, è tornata nella capitale per completare il progetto UNITALIA 2022.

Durante l’evento, viene consegnato il Premio a quelle personalità appartenenti a diversi settori, accumunati dall’obiettivo di mettersi al servizio delle comunità. Tanti, infatti, sono i nomi insigniti del prestigioso Premio. Ce lo spiega proprio l’ideatore e patron dell’iniziativa, Pino Lagalle.

Foto di Pino Lagalle (1)
Pino Lagalle

Dove e quando nasce l’idea del Premio Vigna d’Argento?

L’idea del progetto risale intorno al 2002/2003, sebbene la prima edizione risalga al 2011, in Puglia, a Squinzano e nasce con la volontà di celebrare questa tradizione delle bande della nostra cultura, della nostra identità, anche dal punto di vista proprio delle feste patronali, delle nostre tradizioni, avendo avuto nel nostro paese la nascita della banda di tradizione, la banda popolare, con due grandi autori e compositori: Ernesto e Gennaro Abbate.

I due, hanno tracciato la linea della marcia sinfonica rendendo poi di fatto la storia delle bande famosa in tutto il mondo, portando anche la musica, prima colta e destinata soltanto ad alcune élite, alla massa, ottenendo non pochi riconoscimenti in tutta Italia ed in Europa. Anche il maestro Nicola Piovani ha proposto lo spettacolo “La Musica è pericolosa” ispirato ad essa. Abbiamo scritto, poi, un libro che parla alla memoria delle nuove generazioni, “Ernesto & Gennaro Abbate. La banda di Squinzano. La più grande evoluzione stilistica e culturale della banda italiana” che si ispira a questa storia.

Il Premio è una scultura con il simbolo della nostra terra: la vite. Cosa rappresenta? Perché questo simbolo?

Dall’idea di celebrare le tradizioni, la nostra identità musicale, è nato questo Premio che si è rifatto naturalmente ad un simbolo della terra perché la rappresenta e naturalmente rappresenta anche l’Arte: mette insieme l’una e l’altra cosa. La vigna rappresenta il lavoro e l’operosità dell’uomo, la terra, il territorio, ma anche la musica, le note musicali.

Una scultura firmata dal Maestro Ugo Malecore. Come è nata questa collaborazione con l’artista del Premio?

Il novantaquattrenne Ugo, uno dei più grandi scultori pugliesi (le sue opere sono nei più grandi musei italiani) quando mi è venuta l’idea di questo Premio da abbinare, come dicevamo prima, alla musica, ha voluto un bozzetto e dopo 25 giorni mi ha chiamato consegnandomi la Vigna. Ed è nato così questo bel capolavoro che lo stesso Piovani (che ha ricevuto il Premio) ha definito molto più bello dell’Oscar.

Giunto all’ottava edizione, per la prima volta, il Premio Vigna d’Argento si è tenuto anche a Milano. Cosa può dirci di questo debutto, di questa nuova tappa e del progetto UNITALIA 2022?

UNITALIA: tre sedi, Lecce, Roma e Milano, per un progetto unico che attraverso il simbolo del territorio rappresenta questa unitarietà del nostro paese. Come dicevo, questo Premio è nato nel 2011 nel Salento e poi dopo è diventato un premio nazionale che, come avete accennato anche voi, ha avuto il privilegio di essere ospitato in questa grande città; grande sotto tutti i punti di vista, perché è una città che accoglie, una città europea, una città economica, è una città dove ti senti veramente abbracciato. Milano ci ha abbracciato e veramente ne siamo orgogliosi.

“È la festa della Puglia che premia”. Le personalità premiate appartengono al mondo della politica, del volontariato, della cultura, dello spettacolo, delle istituzioni e della società civile. Cosa le accomuna? Perché vengono premiate?

“È la festa della Puglia che premia” perché tutto nasce da qui, dal nostro territorio.
Con il progetto Unitalia si celebra l’unitarietà del nostro paese nel simbolo della cultura, del rispetto della bellezza dell’arte e di coloro che comunque attraverso il loro operato, il loro impegno, il loro talento, si mettono a disposizione degli altri, come fa la terra nei nostri confronti: generosa; anche se noi, molto spesso, non lo siamo con lei.

Andiamo a scegliere soggetti che rappresentano i vari aspetti della società, che lavorano e prestano il loro servizio, si dedicano alle nostre comunità. Ecco il discorso della terra: come la terra, dopo la semina, dai frutti noi cerchiamo di scegliere i semi che offrono esempi positivi anche per le nuove generazioni. E di esempi positivi ne abbiamo bisogno in questa fase difficile della vita che stiamo vivendo.

Cerchiamo di mantenere viva la memoria e la riconoscenza perché se non c’è la memoria, non c’è l’essere riconoscente, e se non c’è la riconoscenza, non c’è più tradizione. In questa edizione, ad esempio, abbiamo ricordato il Generale Dalla Chiesa, a quarant’anni dalla scomparsa tragica. Noi, poi, diamo una forte importanza alle istituzioni: scegliamo specialmente le sedi romane, sedi istituzionali, anche in quella milanese, proprio per valorizzare ciò che di solito si trascura. A Lecce siamo in piazza Duomo perché, come dire, è un abbraccio di storia e di bellezza della nostra Puglia.

Si è appena conclusa questa ottava edizione, siete già al lavoro per la prossima?
In questa edizione siamo riusciti a mantenere la data del 22 settembre in una sede del Senato, a tre giorni dal voto: questa è stata una scelta azzardata, però non abbiamo mollato su quelle che sono le nostre scadenze annuali che sono: fine settembre-Roma, giugno-Lecce e maggio-Milano, perché una volta fissato il calendario, spostare qualcosa va poi a destabilizzare l’evento.

Ci prendiamo una pausa di qualche giorno, ma già oggi ero al telefono con i colleghi e amici per parlarne. Per la prossima edizione le rivelo già la data: sarà il 18 maggio a Milano. Alla fine, si lavora tutto un anno perché questo Premio, questa “Festa della Puglia che premia” è, come dicevamo prima, una pianta e la pianta necessita sempre di molte cure.

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