Il provvedimento, disposto dal Gip di Trani su richiesta della Procura, riguarda un commerciante di auto già sottoposto a sorveglianza speciale per reati di maltrattamento e stalking. Sequestrate 185 vetture, immobili e disponibilità liquide
La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Barletta-Andria-Trani ha eseguito un sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di circa 650mila euro nei confronti di un imprenditore andriese del settore automobilistico, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per reati legati a maltrattamenti in famiglia e violenza di genere, nell’ambito del cosiddetto “Codice Rosso”.
Il provvedimento è stato disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trani, su proposta della Procura della Repubblica, a seguito di un’articolata indagine patrimoniale condotta dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria BAT.
Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire un incremento patrimoniale sospetto avvenuto nel periodo successivo all’applicazione delle misure coercitive personali. L’imprenditore, secondo gli inquirenti, avrebbe omesso di comunicare alle autorità le variazioni patrimoniali obbligatorie per legge, cercando di eludere le norme in materia di prevenzione.
Per mascherare la reale titolarità dei beni, l’uomo avrebbe inoltre intestato fittiziamente l’intero compendio aziendale a un prestanome, conferendogli una procura speciale per l’amministrazione dei suoi beni.
Il sequestro ha riguardato 185 autovetture per un valore stimato di 564mila euro, immobili per 29mila euro e liquidità per 800 euro, a conferma della linea di contrasto della Guardia di Finanza nei confronti dei patrimoni di origine sospetta, anche quando accumulati da soggetti già colpiti da misure di prevenzione personali.
L’operazione, sottolineano le Fiamme Gialle, testimonia l’impegno del Corpo nel contrastare l’arricchimento illecito e nel tutelare le vittime di violenza domestica e di genere, estendendo l’azione anche alla dimensione economica dei reati.
Il procedimento è tuttora nella fase delle indagini preliminari: l’indagato, come previsto dalla legge, non può essere considerato colpevole fino a sentenza definitiva di condanna.








